Una rete di assistenza tecnica per gli agricoltori di Terlizzi

La Redazione

Per mancanza di una rete di assistenza tecnica, le aziende olivicole affrontano il problema della difesa fitosanitaria in modo molto ma molto empirico.

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“Una piccola idea progettuale, che potrebbe dare un input, per la risoluzione di alcune problematiche inerenti il settore olivicolo a Terlizzi”. L’ha definito così Giuseppe De Noia, già Assessore alle Politiche Agricole e Floricole, il progetto di rete di assistenza tecnica per le aziende olivicole, presentato al Comune di Terlizzi.

Da molti anni il mercato dell’olio di oliva è influenzato dalle massicce importazioni di olio da parte di paesi terzi, sia comunitari che extracomunitari, attraverso la perfezionata tecnica delle triangolazioni commerciali e la tecnica del traffico del perfezionamento attivo (T.P.A.). In questa situazione, la strada da percorrere non può essere che quella della qualità e della valorizzazione del nostro prodotto olio extravergine di oliva direttamente sul mercato.

In questo senso un’occasione determinante è stata fornita con il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta Terra di Bari “D.O.P.” e la successiva organizzazione del Consorzio di Tutela e Valorizzazione dell’olio extravergine D.O.P. Terra di Bari, con tutte le sue iniziate promozionali, ma che comunque ancora oggi non riesce a decollare definitivamente. Il senso della costituzione del Consorzio è stata quella di mettere fine ad una produzione di “olio di massa”, orientando i produttori verso la produzione di olio di qualità e di pregio, di riflesso per i consumatori incentivarli al consumo di questo olio. Tale Consorzio di Valorizzazione dell’olio extravergine di oliva D.O.P. Terra di Bari, per dettami comunitari e per la sua stessa esistenza in vita, ha istituito un disciplinare di produzione che va verso tale direzione (qualità assoluta). I parametri minimi previsti, sia chimici che organolettici, sono molto selettivi, per cui non tutto l’olio attualmente prodotto possiede requisiti tali da poter rientrare nella Denominazione di Origine Protetta della Terra di Bari.

Va tenuto in debito conto anche la crescente richiesta da parte dei consumatori, di produzione di qualità anche dal punto di vista salutistico, legato in particolare all’assenza di residui antiparassitari. Significativo, in questo senso è il successo di mercato dei produttori e prodotti biologici, che nell’ultimo periodo sta prendendo sempre più piede.

Infine, va detto che ormai si va diffondendo l’offerta dei prodotti certificati e garantiti in termini di qualità. In agricoltura invece questa offerta non viene ancora attuata, forse perché ciò assume un carattere di forte innovazione e chiama gli operatori a uno sforzo di revisione del modo di fare imprese, ma anche e sicuramente chiama l’imprenditore agricolo a sopportare uno sforzo economico finanziario sicuramente molto oneroso per mancanza di risorse proprie sufficienti a pagarsi l’assistenza tecnica necessaria.

L’assistenza tecnica in grado di indirizzare le scelte imprenditoriali sulla strada della qualità e che successivamente certifichi il risultato ottenuto, può essere offerto attraverso l’idea dell’ex assessore, destinando la massima attenzione alla parte agricola della filiera, la quale necessita di maggiore intervento, anche perché è la più debole tra le altre dell’intero sistema.

Per avere un olio di qualità, la prima condizione è che le olive, in quanto materia prima, siano di ottima qualità. In questo senso, pur nella consapevolezza che l’intero processo produttivo e quindi le tecniche colturali adoperate, influiscono su di essa, va evidenziato che alcune operazioni colturali assumono una importanza maggiore rispetto alle altre. In particolare, la difesa fitosanitaria, fitopatologica della coltura e la raccolta delle olive, tenendo conto del periodo e delle modalità di trasporto e prima conservazione.

Per mancanza di una rete di assistenza tecnica, le aziende olivicole affrontano il problema della difesa fitosanitaria in modo molto ma molto empirico. Lo scopo del progetto che dovrebbe adottare l’Amministrazione Comunale attraverso il suo Assessorato alle Politiche Agricole e Floricole è quello di istituire una rete di assistenza tecnica alle aziende olivicole, in simbiosi e stretto legame con l’Osservatorio Fitopatologico, con il Consorzio di Difesa delle Colture Intensive e con le Associazioni Provinciali dei Produttori Olivicoli, che tra le altre cose sono i terzi affidatari da parte della Regione Puglia Assessorato alle Politiche Agroalimentari così come previsto dal relativo Regolamento Comunitario. In modo da indirizzare e consigliare i produttori olivicoli a razionalizzare il processo produttivo in tutti i suoi aspetti ed in particolare quelli legati alla difesa fitosanitaria, consentendo la diffusione di pratiche efficaci nel controllo dei parassiti dell’olivo, ma nello stesso tempo rispettose dell’ambiente e della salute dei produttori e dei consumatori.

L’idea progettuale di Giuseppe De Noia potrebbe prevedere in loco la presenza settimanale di un tecnico e senza pensare a grandi cose, ma a qualcosa che a livello comunale si potrebbe organizzare senza una spesa esosa (basta prevedere un punto attrezzato di front-office), con il contributo degli Enti sopra menzionati che poi sono quelli che gestiscono queste tipo di attività essendo terzi affidatari della Regione Puglia e quindi dell’Assessorato Regionale alle Politiche Agroalimentari, questo tipo di attività potrebbe dare un grosso contributo al miglioramento della produzione e della qualità dell’olio extravergine di oliva, mettendo le aziende stesse nelle condizioni di effettuare trattamenti mirati in tutto il territorio di Terlizzi, con il risultato concreto di abbattere notevolmente i costi di produzione che riguardano i trattamenti fitosanitari.

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