GMG Diocesana, giovani impegnati per una società più giusta

Maria Mangiatordi

Partecipanti provenienti da diverse realtà come Azione Cattolica, ARCI, Caritas, CLAD, Mediterrania, UNITALSI.

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Scuola Pappagallo, Scuola Millico: arrivano i pullman della diocesi accolti dai giovani e giovanissimi di Terlizzi e subito la strada si colora di volti, sguardi ma anche di scritte sull’asfalto con le quali i giovani lasciano la loro impronta e i loro pensieri prima di confluire, sulle note della Banda, in Piazza Cavour. Il cielo limpido, il palco dominato dal fondale dove spuntano la croce e il tema della Giornata “Amatevi gli uni gli altri come Io vi ho amati”, la tenda della preghiera, gli stand della Caritas, Emergency, Kenda, Progetto Policoro, Comitato Vite Esemplari.

Dalla piazza alla chiesa: tutti in Cattedrale riflettono con l’aiuto di don Renato Butera sul significato profondo dell’amore che diventa servizio nella gioia. Dalla chiesa alla piazza: è il momento di ripercorrere brevemente il cammino articolato che ha visto noi giovani impegnati in questa quaresima a riflettere sugli ambiti di Verona.

L’affettività, la fragilità, la festa e il lavoro, la cittadinanza, ma anche la legalità. Dopo alcune testimonianze di Suor Ludovica, della cooperativa Zorba, di Giuseppe Amoruso – autore del corto “Dio è zingaro”-, di Renato Brucoli e Franco Pappagallo– nipote di Don Pietro Pappagallo-, procediamo alla consegna nelle mani del sindaco Vincenzo Di Tria e del nostro Vescovo del documento redatto da noi giovani durante il laboratorio di cittadinanza dell’11 marzo 2007. È il simbolo della presenza di noi giovani appartenenti a diverse realtà (Azione Cattolica, ARCI, Caritas, CLAD, Mediterrania, UNITALSI), del nostro impegno, della voglia di dare il nostro contributo per l’edificazione di una società più giusta, ma anche della nostra passione per la vita e per la comunità.

E poi si passa alle note dei Ladri di Carrozzelle… La serata non poteva concludersi meglio! L’entusiasmo dei presenti colora la piazza di sfumature che fanno da contorno alla luna e alle stelle del cielo.

E, per una volta, non vogliamo piangerci addosso pensando a quanti giovani mancano in quel momento. Noi presenti ci impegniamo a trasmettere quella carica positiva agli assenti, nel tentativo costante di dare ragione della Speranza che è in noi.

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