“A un passo dal Sogno”. Il nuovo libro di Giulio Di Luzio su Jerry Masslo
Alex Zanotelli nella prefazione: “Così morirà il giovane Masslo, scampato al piombo e alle carceri razzista del regime di Pretoria, per finire impallinato da un gruppo di bianchi nella civile Italia n
Dopo il successo de “I fantasmi dell’Enichem” pubblicato per la “Baldini & Castoldi”, è in uscita il nuovo libro di Giulio Di Luzio. L’autore biscegliese continua ad affrontare i temi del lavoro, ma questa volta punta il suo obiettivo sul fenomeno dell’immigrazione. Un fenomeno venuto prepotentemente alla ribalta con la drammatica vicenda di Jerry Masslo, il lavoratore africano barbaramente ucciso nel 1989 da una spedizione razzista a Villa Literno in provincia di Caserta. Il libro intitolato “A un passo dal sogno” pubblicato per la casa editrice Besa, ne ripercorre gli antefatti e ne analizzza le conseguenze sulla vita civile italiana.
Il libro si avvale dalla prefazione di padre Alex Zanotelli, missionario comboniano e direttore della rivista “Nigrizia” che qui riportiamo per intero.
Se dalla metà degli anni ’80 l’Italia registra un’impennata di presenze di immigrati, l’anno di svolta è certamente il 1989. Lo scenario, ma anche l’epicentro degli avvenimenti destinati a mutare la storia dell’immigrazione italiana, è un paesino del casertano, Villa Literno, che in estate raccoglie 5, 6mila immigrati africani per la raccolta del pomodoro in uno spicchio di Sud colonizzato dalla camorra.
La piccola comunità vive con disagio i nuovi arrivi in un territorio gravato da carenze strutturali di servizi, acqua, fogna, viabilità. In questo contesto, corredato da episodi di intolleranza, che proprio nell’89 saranno numerosi in tutta la penisola, matura l’uccisione del giovane sudafricano di colore Jerry Masslo, trucidato da alcuni balordi in una baracca fatiscente, in cui trova riparo durante la notte in condizioni disumane insieme a decine di braccianti africani. All’inizio sembra la morte di uno dei tanti immigrati, ma presto qualcosa cambia. Jerry Masslo infatti non è un immigrato qualunque. E’ un rifugiato politico riconosciuto dall’Alto Commissariato ONU per i rifugiati, riparato in Italia grazie all’intervento di Amnesty International.
Così morirà il giovane Masslo, scampato al piombo e alle carceri razzista del regime di Pretoria, per finire impallinato da un gruppo di bianchi nella civile Italia nata dalla Resistenza. E’ questa la contraddizione che gela l’opinione pubblica italiana e scuote il mondo della politica e dei Palazzi romani, ma anche l’informazione e la cosiddetta società civile. Questo evento segnerà il punto di non ritorno nella storia dell’immigrazione italiana. Masslo riceverà i funerali di Stato a Villa Literno alla presenza del Vice Presidente del Consiglio. Sulla sua morte interverranno l’ONU, il Papa, il Presidente della Repubblica e tutto il mondo politico italiano, il sindacato, l’associazionismo.
Dopo la sua morte tutto non sarà più come prima. L’Italia alzerà la testa. Il 20 settembre ’89 a Villa Literno si tiene il primo sciopero nero contro i caporali al servizio della camorra, un evento di una portata storica dentro la storia stessa del mondo del lavoro in Italia e in Europa. Il 7 ottobre a Roma si svolge la prima grande manifestazione nazionale contro il razzismo, con alla testa uno striscione che ricorda il sacrificio del profugo politico sudafricano.
Nel febbraio del ’90 entra in vigore la legge Martelli, primo discusso tentativo di affrontare i temi dell’immigrazione. In quel periodo prendono corpo le prime forme di accoglienza per immigrati ed integrazione scolastica dei loro figli. L’allora Presidente della Camera, Nilde Jotti, incontrerà una delegazione di immigrati a Villa Literno. Pietro Ingrao riporterà su l’Unità una vibrante riflessione: Cari bianchi, gli invasori siamo noi …! Nell’estate del ’90 il paesino casertano accoglie l’esperienza del Villaggio della Solidarietà, la grande tendopoli allestita grazie all’impegno volontario di giovani provenienti da tutta Italia. Poi, la triste vicenda del Ghetto di Villa Literno, la vergogna della favela italiana, ove troveranno riparo fin dai primi anni ’90 centinaia di immigrati africani in condizioni da sottosviluppo.
Il Ghetto sarà incendiato nell’autunno del ’94. Mons. Raffaele Nogaro parlerà di incendio di Stato, una pagina oscura della nostra storia repubblicana più recente. L’Autore, che affronta il delicato rapporto tra mondo dell’informazione e immigrazione, ritorna poi sui luoghi di quella difficile stagione per il nostro Paese, alla ricerca dei segni lasciati sul territorio. Il lavoro riporta inoltre le testimonianze di alcuni diretti protagonisti.
Biografia dell’autore.
Giulio Di Luzio è nato a Bisceglie. E’ stato antimilitarista e obiettore di coscienza nella Caritas Italiana. Dopo anni di precariato giornalistico per il Manifesto, su cui ha scritto di immigrazione e lavoro al Sud, ha collaborato con altri quotidiani. Ha già pubblicato il saggio di denuncia operaia:
I fantasmi dell’Enichem – La lezione di civiltà di un operaio del petrolchimico di Manfredonia (2003 Baldini Castoldi Dalai Ed.), Finalista V Edizione Premio Letterario Internazionale “Acqui Ambiente”, dedicato all’ambientalista nigeriano e attivista per i diritti civili, Saro Wiwa.
E’ appena uscito per Besa Ed.-Lecce:
A un passo dal sogno – Gli avvenimenti che hanno cambiato la storia dell’immigrazione in Italia.
In pubblicazione per Mursia Ed.-Milano:
Il disubbidiente – Il poliziotto che salvò migliaia di ebrei.
Attualmente scrive su Liberazione.
Per contatti con l’Autore: giuliodiluzio@libero.it. Cell. 340.37.257.36
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