Libertà è Partecipazione nell’incontro di Città Civile
Argomenti difficili e approfondimenti tematici su aspetti importanti dell’azione amministrativa degli enti locali che hanno richiesto ai numerosi presenti un supplemento di attenzione
“Sono esperienze come quelle di Cittàcivile a fare rinascere la speranza che la politica possa ritornare ad essere un servizio reso alla comunità per il bene comune”, questo è il saluto che il prof. Gaetano Piepoli, docente di diritto privato all’Università di Bari, già presidente della Fiera del Levante, ha voluto portare all’importante serata di studio sugli statuti comunali e gli istituti di partecipazione che si è tenuta in Biblioteca comunale venerdì 16 marzo. A quello del prof. Piepoli, si è aggiunto anche il contributo del dott. Giuseppe Mastropasqua, magistrato ed autore di una monografia sul difensore civico.
Argomenti difficili, dunque, e approfondimenti tematici su aspetti importanti dell’azione amministrativa degli enti locali che hanno richiesto ai numerosi presenti un supplemento di attenzione. La formula divulgativa di Cittàcivile, tuttavia, è riuscita anche questa volta, sia pure con qualche difficoltà, a tenere alta la curiosità del pubblico presente.
Libertà è Partecipazione, ha preso spunto dal titolo di una canzone del grande Giorgio Gaber, questo nuovo evento dell’associazione politica terlizzese. Il tema è quello della democrazia diretta e degli strumenti partecipativi, che gli statuti comunale prevedono e regolamentano all’interno della comunità locale per i propri cittadini. La serata ha preso inizio a sorpresa con una lettura dello storico Michele De Santis di una lettera che nel 1848 l’avv. Giuseppe La Ginestra indirizzava al Prefetto dell’epoca circa l’urgenza di promuovere una mobilitazione dei cittadini liberi contro la lotta delle consorterie locali.
A condurre gli intereventi sono stati Lucia D’Amato e Michele Cagnetta. La prima ha ricordato come molti degli strumenti di partecipazione previsti dali statuti comunali sono rimasti lettera morta, a causa della mancata approvazione dei relativi regolamenti di attuazione. Il secondo, invece, ha ricordato la non casuale coincidenza dell’incontro con l’anniversario della strage di Via Fani e del rapimento di Aldo Moro.
Francesco Fiore, direttore dell’Agenzia regionale dei segretari comunali, ha introdotto la testimonianza di Gabriele Nitti, da molti anni difensore civico del Comune di Cassano Murge, prima e ancora unica esperienza nella provincia di Bari. Nonché quella di Corrado De Benedittis, direttore Caritas di Corato, il quale ha esposto la figura del consigliere comunale aggiunto per i cittadini non-comunitari ed in regola: ruolo istituito in Puglia unicamente nel comune di Lecce grazie al sindaco Poli Bortone e che sta movendo qualche primo passo anche nel suo comune. A questo punto, Nico Marinelli, studente universitario di filosofia, ha letto un passo della famosa Orazione di Pericle, così da sottolineare che la polis greca resta ancora oggi un possibile modello di città civile.
Donato Cagnetta ha così dato inizio alla seconda parte della serata, evidenziando che il pensiero forte che sta dietro gli statuti comunali non è ancora penetrato in una classe politica ancora diffidente verso forme di apertura della cosa pubblica alla partecipazione dei cittadini attivi. Quindi, ha introdotto due esperienze importanti: una del passato ed una del presente. La prima è stata portata da Pietro Fusaro, icona di una stagione politica di grande speranza di riscatto per Terlizzi, a vent’anni presidente dell’esperienza allora molto innovativa della consulta giovanile. E dopo le emozioni suscitate da Fusaro, Vito de Leo ha annunciato l’istituzione a Corato del Consiglio comunale dei ragazzi.
Infine, Renato Brucoli e Michele Ficco si sono soffermati sul tema della concertazione con le istanze di base del territorio e hanno ricordato, con immagini e fotografie inedite, le cronache del Comitato di Quartiere della 167. E su questo tema importante, oltre a piccole tracce di soluzioni alternative, su tutto è emersa, anche dalla visione delle immagini dell’epoca, la domanda: come può risolvere questo annoso problema quella stessa classe politica che ne fu a suo tempo responsabile?
Non misurando bene i tempi, l’atteso intervento finale di Pasquale Vitagliano non c’è stato. Il pubblico in sala, dunque, ha disapprovato le intemperanze, dissonanti rispetto ai doveri di etichetta istituzionale, da parte di un assessore comunale. Per dovere di ospitalità, le conclusioni sono state affidate al prof. Piepoli.
“Quando la politica è ridotta a guerra tra gruppi di potere, quando il rispetto dei ruoli istituzionali viene meno e non si riesce più a distinguere tra chi rappresenta l’autorità pubblica e chi svolge ruoli di agitazione e protesta, il bisogno di un impegno civile serio, preparato e radicato nel territorio come quello di Cittàcivile si impone”.
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