Iniziative della Pastorale Giovanile: chiarimenti sull’articolo del 14 marzo
Onde evitare fraintendimenti, riteniamo necessario chiarire quanto espresso nella breve conclusione dell’articolo datato 13 marzo e avente come unico obiettivo quello di promuovere le iniziative organizzate dal Servizio per la Pastorale Giovanile della nostra Diocesi.
Innanzitutto l’articolo nasce dall’umile presupposto di informare la nostra cittadinanza di un’iniziativa che ha dato prova di una Diocesi davvero operativa, nel concreto. È stata data l’ennesima prova di una comunità cattolica attiva e pronta, per dirla con don Tonino Bello, non solo a contemplare la dottrina cristiana ma a tramutarla in un’etica da vivere. Forse l’aggettivo ‘militante’ usato nell’articolo precedente è stato troppo limitato e sintetico ma voleva significare appunto “coerenza”, “sodalizio di pratica e teoria”.
Inoltre, la brevità della conclusione –forse- non ha reso molto nitido il pensiero che si voleva umilmente (senza alcuna pretesa di giudizio) esprimere e, di conseguenza, la nostra responsabilità mediatica ci induce a offrire al lettore la giusta chiave di lettura (‘giusta’ in quanto conforme all’idea che si voleva esprimere). Il riferimento a Cristo e a Marx voleva essere una metafora per dar idea dell’apertura della Chiesa alla diversità. Marxismo e Cristianesimo sono indubbiamente antitetici sia sul versante ideologico che storico.
L’articolo voleva confermare, in primis, la lontananza e il vistoso divario tra cristianesimo e marxismo e, in secundis, voleva soprattutto palesare l’intento di ogni cattolico di far sì che i molti, i diversi (eppure uguali!) siano uno nell’amore. Tutti ricorderemo il pensiero di don Tonino Bello e la sua idea di Chiesa che potremmo metaforicamente immaginare con le porte sempre aperte e pronta ad accogliere tutti. Tale è il cristianesimo. Anche quella “grigia periferia di disperati” è accolta in seno alla Chiesa da chi quotidianamente vive come mimo di Cristo. Un’unità che (come ci insegnano alcuni scritti di don Tonino Bello) non può lasciare fuori nessuno: Gennaro l’ubriaco, Massimo il ladro, Giuseppe l’avanzo di galera ed il fratello marocchino sono nostri compagni di viaggio che hanno bisogno del nostro sostegno quotidiano.
Tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello, e aiutarlo a volare. Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi: non farmi più passare indifferente davanti al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala, inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te: soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un’ala di riserva. (da Un’Ala di Riserva di don Tonino Bello).
Si criticava, inoltre, nell’articolo precedente la tendenza attuale a bandire il calice (con il ricorso alla figura retorica della metonimia, il calice alludeva direttamente al cristianesimo) come causa di rallentamento del progresso. A tale riguardo basti pensare alle attuali (violente e aspre) critiche nei confronti della Chiesa da parte di quell’orientamento politico che appoggia l’omicidio della famiglia tradizionalmente e naturalmente intesa (il riferimento è ai Dico). Dal momento che gli attuali marxisti si chiudono ad ogni confronto con i cristiani, il precedente articolo voleva auspicare un confronto tra le due ideologie per abbattere qualsiasi muro e avvicinarsi alla Verità (alla Verità maiuscola, assoluta).
Concludiamo con un grande in bocca al lupo a tutti i giovani dell’AC! E continuiamo imperterriti a sperare in un confronto attuale non violento con tutte le ideologie, servendoci dI quell’ala di riserva che ci è offerta per la conquista collettiva della Verità.
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