Guglielmo Minervini e i nostri “giorni cattivi”

Valeria De Ceglia

Terlizzi a confronto con la riflessione dell’assessore Minervini

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Guglielmo Minervini, nel suo Diario dello Sciame, ha così commentato i tristi eventi politici che purtroppo continuano a succedersi. Credere nella politica e tentare di ossigenarla sono i suoi propositi che speriamo possano essere da sprone anche nel nostro paese che – ahimè – di giorni cattivi ne vive davvero tanti. La voglia di svecchiarsi e di rinascere – nella nostra Terlizzi – invece di abbracciarci continua a intimorirci. Terlizzi non può che accogliere la riflessione di Minervini che, di seguito, riportiamo:

Forse ha ragione il monaco Enzo Bianchi a definirli “giorni cattivi”.

Un brusco senso di incertezza ha raffreddato gli entusiasmi, un penetrante senso di fragilità ha inghiottito la fiducia. Il guado verso il futuro è nuovamente ostacolato da rapide impetuose e gorghi convulsi. Forse si avanza ma forse stiamo rischiando di arretrare.

Ecco, non solo dopo la caduta ma anche dopo la rinascita del governo Prodi, questi pensieri, meglio questi stati d’animo, hanno cominciato a fare mulinello dentro le nostre coscienze.

Che fare, allora? Non ho dubbi: attingere alle nostre più profonde energie per rilanciare. Con l’azione e con l’elaborazione. Con l’impegno e con le idee. Con la testimonianza e il pensiero.

Questo mi vado ripetendo. Non mi basta lo straordinario successo del contratto etico giovanile che ha restituito la speranza a oltre 3200 ragazzi; non mi basta lo storico traguardo dei concorsi regionali che partiranno, dopo inenarrabili ostacoli, in questi giorni; non bastano le tracce di un’azione di governo buona ed efficace. Ci vuole di più, per ossigenare la politica. Occorre un progetto di futuro per restituire slancio, passione, entusiasmo, energia all’azione. Un’idea aderente, elevata di bellezza, come ha scritto Edoardo Winspeare, vero fine della politica.

Non so se il partito democratico diventerà tutto questo. So che l’Ulivo nei suoi momenti migliori ha assomigliato a tutto questo. So che dobbiamo provarci, perché abbiamo bisogno di un luogo largo, aperto, vitale in cui le idee incoraggino le scelte e generino azioni che cambiano la realtà. So che questo, come persone, non dobbiamo smettere di incalzare, senza attendere i riti ufficiali.

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