Isola che non c’è: la Tradeco può partecipare agli appalti sui rifiuti
Alla società di Altamura è stata imposta una rielaborazione del modello organizzativo nello svolgere la propria attività.
Dall’inchiesta sulla mancata realizzazione dell’isola ecologica a Terlizzi, alla società Tradeco di Altamura è stata imposta una rielaborazione del modello organizzativo nello svolgere la propria attività.
Il provvedimento, disposto dalla Procura della Repubblica di Trani, evita alla azienda specializzata nella gestione del ciclo dei rifiuti, l’interdizione dagli appalti pubblici richiesta in seguito agli inadempimenti contrattuali ravvisati sia per il servizio di igiene urbana del Comune di Minervino che per l’isola ecologica a Terlizzi. Per quest’ultima il Comune di Terlizzi pagava da tre anni un canone alla Tradeco, ma l’impianto non era stato mai realizzato.
Nell’inchiesta giudiziaria condotta dal Pubblico Ministero Giuseppe Maralfa, che Terlizzilive aveva definito “dell’isola che non c’è”, l’impresa altamurana avrebbe riscosso un canone per un servizio che non è stato mai eseguito.
Negli anni interessati, il comune di Terlizzi ha sborsato complessivamente 300.000 euro. La Procura, lo scorso mese di novembre, mise sotto sequestro alcuni immobili della Traduco il cui valore ammontava alla stessa cifra.
Ricordiamo che per questa vicenda risultano indagate tredici persone tra gestori, dipendenti della ditta e funzionari del Comune per reati che vanno dalla truffa al falso ideologico in atto pubblico, dalla frode nelle pubbliche forniture all’abuso di ufficio.
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