A San Valentino le mimose, e alla festa della donna?
Colpevole di questa anticipazione colturale il caldo che ha contraddistinto l’autunno e l’inizio di inverno e determinato una precoce maturazione delle produzioni floricole e un contestuale abbattimen
Il loto per dichiarare ‘ammirazione’. La petunia per ‘l’amore che non si riesce a nascondere’. Il phlox (fiamma in latino) per ‘la complicità e l’intesa’. Il tulipano per ‘l’amore perfetto’. Messaggera indiscussa di San Valentino resta la rosa: rossa simboleggia ‘l’amore e la passione’, gialla ‘la gelosia e l’infedeltà’ al contempo, bianca ‘castità e purezza’, rosa ‘fascino e dolcezza’.
Insomma, ogni anno i fiori divengono complici di atmosfere e promesse che si rinnovano in occasione della festa degli innamorati. Inaspettatamente, però, l’edizione 2007 delle celebrazioni per la festa di cupido vedrà una protagonista d’eccezione che usualmente contraddistingue la festa delle donna a marzo: la mimosa. “Gli alberi sono tutti in fiore – rileva Tiberio Tricarico, imprenditore floricolo di Terlizzi – e abbiamo a disposizione da settimane notevoli quantità di prodotto. Probabilmente per la prima volta non avremo mimose per la festa della donna”.
Colpevole di questa anticipazione colturale il caldo che ha contraddistinto l’autunno e l’inizio di inverno e determinato una precoce maturazione delle produzioni floricole e un contestuale abbattimento del 50% dei prezzi. Ma se di mimose ce n’é troppe e non si vendono, le rose pugliesi sono poche. “Quelle attualmente in commercio – ci spiega Tricarico – provengono da Olanda ed Ecuador. I nostri fiori locali sono sicuramente più profumati, perché non devono essere sottoposti a lunghi percorsi per il trasporto e perché stiamo lavorando sul fronte della tipicità e della caratterizzazione di alcune varietà”.
Il comparto dei fiori e delle piante ornamentali ha raggiunto in Puglia i 185 milioni di euro di valore, con un incidenza dell’11,4 percento del valore della produzione regionale su quella nazionale e un numero di fiori recisi ragguardevole, pari a 755.915 pezzi. Per il vivaismo la Puglia è una regione emergente, tanto da contribuire in misura rilevante, negli ultimi dieci anni, alla crescita del comparto nel Mezzogiorno.
“Donare un fiore ‘Made in Puglia’ – commenta il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni – significa anche fare una scelta responsabile che salva il clima dall’inquinamento determinato dalle emissioni di gas serra dovute ai lunghi trasporti che devono subire prodotti importati spesso da Paesi lontani, in cui tra l’altro non sono rispettati i principi base della protezione sociale del lavoro”.
(fonte: dalla rete)
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