Da Rifondazione: tutti a Vicenza sabato prossimo
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato inviatoci dalla sezione di Terlizzi del Partito della Rifondazione Comunista.
Il 16 gennaio scorso, dopo l’inaccettabile ultimatum statunitense, è arrivato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi il via libera al progetto di allargamento della presenza dell’esercito USA anche nell’area dell’aeroporto Dal Molin.
Una scelta di un governo di centro-sinistra che va contro un’intera comunità di cittadini. La risposta è stata spontanea, immediata e determinata. Dall’Assemblea permanente contro il Dal Molin si è prodotto l’appello per una manifestazione nazionale il 17 febbraio 2007 contro la base di guerra. Vicenza parla al nostro territorio, per troppo tempo ostello di portaerei guerrafondai, armamenti di vario genere circondata di filo spinato per i migranti e invece agghindata a nozze per aerei sommergibili, navi e poligoni; ci chiama a partecipare a questa manifestazione pacifica, di popolo e non violenta per ribadire che la democrazia si costruisce nella partecipazione e attraverso l’ascolto delle comunità.
In questo senso va analizzata la lotta vicentina, nelle prospettive che pone ai nostri territori e nell’investimento necessario che i Giovani Comunisti devono fare in relazioni di movimento perché nel confronto, nella ricerca possiamo rilanciare la nostra volontà di imparare, perché è nei nostri percorsi di attraversamento che ci apriamo alla contaminazione rifocillando quelle connessioni importantissime per una ripresa e un nuovo vigore dei movimenti.
Da un lato l’apertura ad una consultazione referendaria sull’ampliamento dell’aeroporto apre a noi diverse possibilità per intervenire lì dove come cittadini dei diversi territori viviamo decisioni prese dall’alto e chiediamo un’apertura; la creazione di momenti di partecipazione alla dimensione politica dei territori.
Si veda la questione dei rigassificatori a Brindisi e a Taranto, dove spesso sembra non bastare la riflessione sull’elevatissimo impatto ambientale
Dall’altro lato Vicenza ci permette di parlare di servitù militari, militarizzazione dei territori; questioni che hanno avuto come apice massimo la marcia Gravina Altamura e sulle quali bisognerebbe spingere di più con i movimenti affinchè l’esempio “Soru” venga seguito. In Puglia esistono 40 siti militari, tra esercito, marina aereonautica e nato.
Una consultazione referendaria a Vicenza creerebbe un precedente incredibilmente interessante da replicare in ogni luogo e in ogni dove le comunità vivano una sopraffazione, li dove si chiede un sacrificio per il progresso: “Quale progresso, quale costo e chi decide” è la domanda che da quando Scanzano, Terlizzi, Val di Susa e Acerra sono insorti è da porre all’ordine del giorno dei nostri governi.
È necessaria una presa di posizione netta e immediata da parte del nostro governo perchè l’Italia, la Puglia, “Arca di Pace” possano realmente trovare realizzazione nella riduzione degli spazi militari e nell’ampliamento degli spazi all’accoglienza.
Sono queste le consapevolezze che ci spingono a ritenere importante una massiccia presenza al corteo indetto per il 17 a Vicenza, per il quale ci stiamo adoperando nell’organizzazione di bus che partano il 16 sera. Il costo indicativo è di 30 euro. Siete pregati di far recapitare le vostre numerose adesioni al numero 3472720915.
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