Nichi Vendola presenta il nuovo Amministratore Unico Acquedotto Pugliese

Nicolò Marino Ceci

Una importante nomina che segna una svolta storica.

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Il 6 Febbraio 2007 Il Presidente della Regione Vendola ha nominato il nuovo Amministratore Unico della Acquedotto Pugliese: Ivo Monteforte.
Martedì 6 Febbraio 2007 alle ore 12,00 presso la sede istituzionale di Lungomare Nazario Sauro a Bari, il terlizzese Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha presentato ufficialmente alla stampa il nuovo Amministratore Unico dell’Acquedotto Pugliese, l’ingegnere genovese Ivo Monteforte.

Alla conferenza stampa era presente anche l’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici Onofrio Introna che ha espresso soddisfazione per questa scelta:“quella dell’ing. Monteforte è sicuramente la scelta che andava fatta per il rilancio di una grande azienda, qual è l’Acquedotto Pugliese, impegnata in uno straordinario sforzo per l’ammodernamento ed il potenziamento del sistema idrico pugliese”. Per Introna “l’ing. Ivo Monteforte è uno stimato manager di grande e riconosciuta esperienza, maturata alla guida di società che gestiscono servizi pubblici e, in un certo senso, saprà far bene anche in Aqp”. Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha quindi deciso di nominare Amministratore Unico di Acquedotto Pugliese l’ingegnere idraulico Ivo Monteforte, attuale direttore generale della “Aspes Multiservizi s.p.a.” di Pesaro, già amministratore unico di “Acque s.r.l.”, società specializzata nella depurazione.

La decisione di proporre Monteforte Amministratore Unico dell’Aqp è stata presa dopo la decisione comunicata dall’amministratore delegato dell’Acquedotto Pugliese, Renato Scognamiglio, di rimettere il mandato all’Assemblea dei soci, il quale ha rassegnato formalmente le sue dimissioni dall’incarico e ha inviato “un saluto cordiale a tutto il personale della società e un particolare ringraziamento a coloro che si sono adoperati con impegno e spirito di leale collaborazione nel processo di rilancio dell’Aqp.

Vendola ha così sottolineato che per la Regione Puglia “è questa la scelta migliore, a garanzia della unitarietà della immutata mission dell’Acquedotto Pugliese, ovvero la pubblicizzazione dell’acqua, l’ammodernamento della rete idrica, l’ottimizzazione degli investimenti per fornire, finalmente, ai cittadini pugliesi un servizio moderno, efficiente ed efficace,  così come previsto anche nel programma elettorale della coalizione di governo, insieme alla garanzia di fornire un servizio qualitativamente elevato, fruibile dall’intera comunità pugliese, in stretta collaborazione e sinergia con una autorevole direzione tecnico-operativa dell’azienda”.

Dopo molte peripezie quindi è stata scritta un’altra pagina della storia dell’Acquedotto Pugliese, il cui capitale azionario, inizialmente attribuito al Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica, è stato trasferito alle Regioni Puglia e Basilicata, con Decreto Legislativo 11 maggio 1999, n. 141, che ha così trasformato l’Ente Autonomo per l’Acquedotto Pugliese, in società per azioni, con la denominazione Acquedotto Pugliese S.p.A..

L’Acquedotto Pugliese è, per estensione, il più grande d’Europa e tra i primi nel mondo. La sua rete idrica ha uno sviluppo di oltre 15 mila chilometri (15 volte la lunghezza del Po) e serve poco più di quattro milioni di persone. La portata complessiva è enorme: oltre 19 mila litri al secondo, sufficienti a riempire in un’ora 640 piscine olimpiche; 154 impianti di depurazione, 6 di potabilizzazione, 321 serbatoi con capacità di stoccaggio di 3 milioni di metri cubi. Un personale di oltre 1700 donne e uomini tra dirigenti e operai, funzionari e tecnici.

Un’altra importante pagina di storia è stata scritta in Puglia, ma con un inchiostro speciale, quello terlizzese. Buon lavoro a tutti!

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