Stefano Di Lauro presenta “ÒperÉ”
Mercoledì 14 Febbraio presso la Libreria “le città invisibili” in Largo La Ginestra ci sarà la presentazione del libro di Stefano Di Lauro “òperé”.
Stefano Di Lauro, scrittore esordiente, presenterà la sua prima fatica letteraria ”ÒperÉ“ presso la libreria “le città invisibili” mercoledì 14 Febbraio alle ore 20. Sarà presente la giornalista dell’emittente barese “Controradio” Alma Sinibaldi. “ÒperÉ” è un’originale e particolare rivisitazione del mito di Orfeo ed Euridice.
Lui trombettista jazz, lei creativa di una multinazionale; lui artista del suono, lei artista dell’immagine. Lui abita in un garage, lei in un videogioco. Orfeo è un trombettista jazz che inizia un videogioco pieno di insidie alla ricerca di una donna, Euridice, che vorrebbe strappare ai pixel dell’immagine e portare alla vita reale. Egli si immerge così in un mondo piovoso dominato da squallidi ipermercati e dall’odore stagnante di benzina, retto dalle feroci regole del profitto. I due protagonisti del romanzo si incontrano così nello spazio virtuale, e pur ritrovandosi alienati e distanti, riescono comunque a scambiarsi il loro amore inevitabile, che condurrà Euridice verso la morte. Per Orfeo è l’inizio di un’impresa disperata: ridarle la vita a ogni costo.
“ÒperÉ” è quindi la missione impossibile di un poeta clandestino, alle prese con un mondo giunto al suo crepuscolo, nel quale non si riconosce. Dal suo monolocale introverso parte allora un viaggio frenetico nel cannibalismo del mercato globale, fra megalopoli hi-tech e infernali suburbi. Per raggiungere la sfuggente Euridice e strapparla alla sua esistenza fittizia, il giocatore dovrà scoprire e sconfiggere il Sistema, la misteriosa entità che governa tutto quanto e impone le sue regole di totale spietatezza. Sarà obbligato a sporcarsi in un contesto in cui non esistono che sporcizia e abiezione. Orfeo sarà costretto a trascinare Euridice, senza mai guardarla, verso un’improbabile uscita dal gioco, che è dubbio lei possa valicare.
Nel romanzo l’amore non è via di redenzione, bensì fonte di ulteriori travagli. Euridice, una volta raggiunta, si rivela infatti più complessa di quanto sembrava. Euridice, veleno e antitodo. Durante tutto il romanzo si va da una critica sociale al vetriolo (è facile accorgersi che la società del videogioco è la stessa in cui viviamo), a considerazioni esistenziali che richiamano il nesso leopardiano tra Amore e Morte, fino a una riflessione sull’azione stessa del narrare, in un’encomiabile economia di pagine.
Quanto allo stile narrativo, si passa continuamente dal lirismo di certe pagine all’iperrealismo di altre, ispirate al linguaggio di strada. Di Lauro adatta il metro stilistico a ciò che sta raccontando, con una massa di riferimenti letterari e cinematografici.
C’è un poetare sotteso, che fa la trama. Lirico, sospeso, ‘mitico’. Una ritmica del ‘raccontar-dicendo’ che accompagna il lettore in un’avventura fatta di immagini costruite con la luce. Questo romanzo travalica le categorie e mischia, frulla, centrifuga, lasciando il succo d’amore vivo, presente, unico. Un soliloquio, un monologare, in un Sistema dove non smette mai di piovere, dove sembra abitare la sensibilità di Ridley Scott, di Orwell, di Huxley, un plot transgender dove la lettura diventa un attraversamento fantastico e il mito conferma la sua carica profetica.
Un “esordio davvero brillante” di un autore che vanta nel suo percorso formativo studi musicali e laurea cum laude in lettere moderne. Celibe e “non padre, per scelta: alle firme e ai contratti a tempo indeterminato preferisco le strette di mano; per alcuni lustri trovo nella musica e nel teatro buone ragioni di vita; faccio il regista indipendente, il cane sciolto, come si dice, pagando con diligenza il prezzo della mia libertà.”
Per maggiori info visitate il sito www.stefanodilauro.net .
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