L’Arci ricorda il grande Philippe Noiret
Da stasera avrà inizio una rassegna cinematografica dei più noti film interpretati dall’attore francese.
A due mesi dalla scomparsa del grande mostro sacro del cinema, Philippe Noiret, l’Arci di Terlizzi sceglie di ricordarlo attraverso una rassegna cinematografica che avrà inizio stasera alle ore 21 e proseguirà per tutti i lunedì di gennaio.
Ad aprire la rassegna sarà un classico della storia del cinema italiano, “Nuovo Cinema Paradiso”. Tutti, a partire dai più piccini, ricorderanno il dolce ruolo di Alfredo interpretato dal grande Noiret in quel film che altro non è che un grande tributo al cinema. Gli attori si associano al regista Tornatore per esprimere senza filtri e senza canovacci troppo vincolanti l’amore per il grande schermo. Il vecchio Alfredo e il suo delicato ruolo di padre morale di Salvatore, è la chiave di lettura per comprendere quali sono gli ingredienti principali che portano un regista a porre in essere un film e le emozioni che stimolano il pubblico a varcare l’ingresso di un qualunque cinema.
Il film racconta della storia d’amore di Salvatore ed Elena che, in realtà, rimanda all’amore nei confronti del cinema. Un amore molto tormentato il cui epilogo par essere annunciato già dal suo oscuro incipit. Così all’epilogo della storia amorosa di Salvatore ed Elena corrisponde l’abbattimento del Cinema, unica struttura che consente divago agli abitanti dell’umile paesino siciliano. Al posto del Cinema viene edificato un parcheggio pubblico. Ma resta qualcosa…Restano i doni che Philippe Noiret, ovvero Alfredo, aveva riservato al suo prediletto Salvatore. Si tratta di una serie di pellicole che Alfredo aveva gelosamente custodito e che ripropongono un montaggio di baci censurati dal parroco, antico gestore del cinema locale.
Il ricordo di Noiret inizia da qui, ovvero dal montaggio di questi poetici baci che comunicano l’amore nei confronti del cinema che, con la scomparsa dei nostri grandi attori e registi, pare necessiti di un enorme salvagente per tentare di contrastare quella triste corrente che vorrebbe accelerare il suo naufragio nel mare della volgarità, della ripetitività e dell’incomunicabilità di immagine e testi.
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