Le parrocchie impegnate a disarmare le banche

Valeria De Ceglia

La rivista Nigrizia lancia un appello a tutte le parrocchie italiane

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Nigrizia è una rivista militante che si avvale di noti collaboratori, come Alex Zanotelli, Gad Lerner. È ormai da tempo che la rivista si propone di incentivare iniziative a favore dell’Africa e non manca di prender parte a iniziative pacifiste. Non si tratta di progetti che si fermano alla teoria ma di progetti ed iniziative che si calano nel concreto, trovando, il più delle volte, una sana applicazione.

È dal 1999 che Nigrizia ha intrapreso un’ardua “lotta” che culmina nella nascita della Campagna di pressione alle “banche armate”. È indubbio che “ le banche italiane rappresentano l’intermediario privilegiato per l’industria armiera nazionale che quest’anno ha accresciuto il proprio portafoglio d’ordini di circa il 16% e, nell’ultimo quadriennio, di ben oltre il 72%”. Insomma le Banche italiane sono coinvolte nel commercio di armi e lo alimentano quotidianamente. Ciascuno di noi deve, di conseguenza, prendere le distanze da questo insano commercio scegliendo banche che non siano implicate nel commercio di armi.

La rivista Nigrizia già in occasione del Convegno ecclesiale nazionale di Verona ha invitato le parrocchie presenti sul territorio italiano a «scegliere con maggior oculatezza e attenzione le banche presso cui depositare i propri risparmi o alle quali chiedere contributi per finanziare le loro diverse iniziative». Vorremmo anche noi farci portavoce di questo invito per alimentare un passaparola che- speriamo -possa essere recepito responsabilmente dalla maggioranza di noi. L’invito, formulato da Nigrizia, che ci facciamo carico di veicolare è il seguente: è risaputo che le banche si rivolgono sovente alle parrocchie, offrendo condizioni particolarmente favorevoli. Per questo lanciamo due proposte, all’insegna della trasparenza e con l’obiettivo di accrescere il numero delle “parrocchie disarmate”:

1. che le parrocchie rendano noto presso quali istituti di credito depositano i propri risparmi;

2. che il consiglio pastorale parrocchiale chieda a queste banche, tramite lettera pubblica, qual è la loro politica rispetto al commercio delle armi.

Sarebbe un gesto profetico. E direbbe in maniera inequivocabile che, al di sopra di ogni altra cosa, ci sta a cuore il Vangelo. Com’è possibile «rendere credibile l’annuncio di Cristo Risorto» (è l’appello che emerge dal Messaggio finale del Convegno di Verona), se poi affidiamo i nostri risparmi e chiediamo finanziamenti a banche che sostengono la produzione e la vendita di strumenti di morte?

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