“Luce in ombra”: l’esordio letterario di Franceso Cisternino

Nicolò Marino Ceci

Intervista all’autore della raccolta di racconti intimi e a tratti visionari.

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Mercoledì 20 dicembre presso la Libreria “Le città invisibili” c’è stata la presentazione del libro “Luce in ombra”, di Francesco Cisternino, libro introspettivo su racconti molto personali cominciati a scrivere già 10 anni fa. Allora ha voluto porre qualche domanda allo scrittore e avvocato barese per capire il perché di questo suo primo libro.

Francesco Costernino: presentati ai lettori di Terlizzilive.
Mi chiamo Francesco Costernino, ho quasi 30 anni e sono un avvocato. Lo scrivere è sempre stata una mia passione; nacque come un gioco e poi è cresciuta con me. “Luce in ombra” è il mio primo libro, il mio ‘esordio letterario’.

Come mai il titolo “Luce in ombra”?
Inizialmente avevo pensato di “all’ombra di una lampadina” mentre poi l’ho cambiato perché troppo cervellotico, pur mantenendo l’ossimoro.

Come mai questo binomio luce-ombra?
Si tratta di due elementi che non possono esistere con la negazione dell’altro e sono forse il tema conduttore del mio libro.

Di cosa si tratta?
E’ una raccolta di 10 racconti.

Perché questi racconti ma soprattutto perché proprio questi 10 racconti?
Sono in realtà ciò che è avanzato dal lavoro di scarto che avevo fatto di tutti gli altri. Si tratta di racconti che ho scritto per me e che ho dedicato a qualcuno e che poi, su spinta di alcuni miei amici, ho deciso di pubblicare. Quando la Casa Editrice “Il Filo” mi ha proposto di pubblicarli sono rimasto di stucco.

Da dove nascono?
Per farmi scrivere basta anche solo una parola secca, un’immagine. Il punto di partenza di questi miei racconti è costituito dagli interrogativi esistenziali “dove sono? Chi sono? Dove vado?” e cerco di darvi dunque una risposta, perché credo che tante possono essere le risposte ad essi, senza mai cadere nella banalità. Ognuno dà la sua risposta, le sue risposte.

Quindi?
E’ questo il bello della narrativa: poter dare interpretazioni diverse agli stessi fatti, ad uno stesso dato, lanciando una propria idea che gli altri potranno decidere di condividere o meno, sempre a seconda della propria personale interpretazione.

Quali sono i racconti cui sei più affezionato?
Sono 3:”cane”, “ombra” e “polvere”. Quest’ultimo in particolare è il racconto di un sogno che ho scritto appena svegliato, quasi come se qualcuno mi stesse dettando cosa scrivere. E’ il racconto in cui forse tutti i dubbi e le ansietà emerse negli altri racconti giungono a compimento.

Si può allora parlare di una climax che si sviluppa durante il corso del libro e dei racconti?
Sinceramente l’ordine con cui ho disposto i racconti è del tutto casuale: quando scrissi questi racconti non avevo un obiettivo. Volevo semplicemente scaricare un’abbondanza che sentivo dentro, ho forse voluto ovviare ad una insufficienza che sentivo: il sentirmi spesso solo mi ha spinto a trovare il perché di questa solitudine attraverso la scrittura. Credo infatti che tutti abbiamo qualcosa da offrire e da condividere: non siamo persone se non condividiamo ciò che abbiamo dentro.

Prima però hai parlato di interrogativi esistenziali..
Infatti: la mia risposta a quelle domande è da trovare negli altri: come fai a collocare il tuo io se non lo contestualizzi nelle relazioni con gli altri? Senza rapporti con gli altri non esistiamo: se un ‘io’ esiste infatti, è nelle relazioni con gli altri.

Come mai da avvocato a scrittore?
Caso mai dovresti chiedermi il contrario: io mi sono solo trovato a fare l’avvocato mentre scrivere mi piaceva già da tanto. Poi ho fatto anche molto altro: politica e giornalismo!

C’è qualche altro libro in cantiere?
Sì, 2: un romanzo ed un’altra raccolta di romanzi.

A quando la pubblicazione?
Se tutto va bene, entro un anno, a fine 2007.

Alla prossima!
Grazie a te.

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