Di Tria a La Margherita: «Parlate chiaro alla città!»

La Redazione

«Il problema non sta nelle idee e nei progetti politici divergenti, ma sta nel persistere nella vita politica cittadina di un “nocciolo duro” di uomini pronti a far cadere amministrazioni»

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il testo di un manifesto che sarà affisso nei prossimi giorni, scritto dal sindaco Vincenzo Di Tria, a proposito delle recenti vicende politiche a Terlizzi.

Cosa vuole la Margherita?
Dopo settimane di estenuante e sterile dibattito all’interno della coalizione di centrosinistra, accompagnato da non meglio precisate accuse al sindaco di mancanza di condivisione e trasparenza, il partito della Margherita ha preso ufficialmente le distanze dall’amministrazione comunale di Terlizzi. Lo ha fatto in maniera dirompente votando in Consiglio Comunale insieme alla Casa delle Libertà la costituzione di una commissione d’indagine per accertare le responsabilità della violazione del patto di stabilità del nostro Comune.

All’uomo della strada questo comportamento potrebbe sembrare dettato da un profondo senso di responsabilità, che ha indotto il partito della Margherita di Terlizzi ad una presa di posizione unica in Italia, votare con la Casa delle Libertà in opposizione agli altri partiti del centrosinistra, scagliandosi contro l’amministrazione della quale ha fatto parte integrante fino a qualche giorno prima, avendo deciso con essa, fin nei minimi dettagli, la strategia politico-amministrativa, compresa l’uscita dal patto di stabilità (come hanno fatto oltre la metà dei Comuni italiani).

È proprio senso di responsabilità? O dietro le azioni politiche vi è altro? Cosa vuole veramente la Margherita di Terlizzi? Perché decide improvvisamente di mettere in crisi un’amministrazione di centrosinistra nella quale ha lavorato per tre anni e mezzo? Cosa intende con assenza di trasparenza? Perché non lo spiega ai terlizzesi? E soprattutto, qual’ è la sua idea alternativa di città? E se c’è, perché non la espone alla città ed alla restante parte del centrosinistra, magari in una pubblica assemblea?

Ma forse il problema non sta nelle idee e nei progetti politici divergenti, ma sta nel persistere nella vita politica cittadina di un “nocciolo duro” di uomini pronti a far cadere amministrazioni. Uomini vecchi nell’anima che nel 2003 si erano illusi di aver trovato nel “sindaco giovane” l’obbediente servitore. Purtroppo per loro, obbedisco ad altre logiche, credendo fermamente nel principio della politica come servizio. E non sono l’unico a camminare lungo questo sentiero. Mi accompagnano molti altri uomini del centrosinistra, che considerano l’impegno quotidiano al servizio della nostra Terlizzi e dei suoi cittadini, il mezzo migliore per dare corpo ai valori della libertà, della giustizia e della solidarietà.

Sono dunque io a chiedere chiarezza e trasparenza, senso di responsabilità, recupero di quello slancio iniziale che ha sensibilmente migliorato la città, dichiarandomi disponibile a ripartire se la meta condivisa sarà quella del bene per la comunità terlizzese.

Da sindaco o da semplice attivista politico continuerò a seguire questi ideali. Nessuno si faccia illusioni.

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