“Venticinquemila granelli di sabbia” in scena al Piccolo Garzia
Una storia vera ed attuale che riapre una vecchia ferita locale: Il Caso Fantini-Scianatico.
Il “Piccolo Osservatorio Universale Garzia” ha ospitato un autentico evento teatrale. Si tratta di “Venticinquemila Granelli di Sabbia”, il capolavoro di Alessandro Langiu che si è aggiudicato lo scorso 31 luglio il “Premio Annalisa Scafi 2004” per la drammaturgia rivolta al teatro Civile.
Alessandro Langiu nasce a Taranto nel 1973, si forma a Napoli, nel laboratorio Bardefè dove inevitabilmente dovrà confrontarsi con E. Moscato, M. Martone, C. Cinieri. Da subito emerge la sua magnifica propensione alla scrittura che viene presto coniugata e messa al servizio del lavoro teatrale. Sarà Giorgio Testa, formatore dell’ETI (Centro Teatro Educazione), uno dei primi a credere nelle sue capacità, spronandolo a non demordere, ad andare avanti, presentando ad “altri” i suoi scritti teatrali.
“Venticinquemila Granelli di Sabbia” è il segno della maturazione di uno scrittore teatrale che, per dirla con Santeramo, ha scommesso sulla sua passione. Ha scommesso e ci è riuscito alla grande. In questa drammaturgia è rappresentato il dramma di chi vive in condizione di emarginazione e, di conseguenza, deve accontentarsi di un lavoro che non tarderà ad annientarlo fisicamente oltre che moralmente. È la gente che lavora al Centro Siderurgico Italsider, oggi Ilva, e che vive nel rione edificato accanto alla stessa fabbrica. La fabbrica è attiva attualmente ed è ritenuta dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità un territorio ad alto rischio per le patologie tumorali alle vie respiratorie.
I riflettori, almeno per una sera, vengono puntati su di loro e sulla protagonista principale del dramma: la polvere rossa che, imperterrita, cade dalle ciminiere e ricopre indiscriminatamente tutto. Gli uomini percepiscono la pericolosità di questa polvere e, mossi da dignità e istinto di sopravvivenza, si ostinano a respingerla ma, con triste consapevolezza, finiscono per intraprendere una battaglia impari il cui risultato, già deciso a priori, sarà la loro disfatta. Qualcuno se ne va, scegliendo la via del Nord, per far fortuna; illudendosi-forse- di trovar impiego in una fabbrica “più salutare”; qualcun altro si ammala e muore. Eppure la vita avanza e i figli saranno i tristi eredi di un’occupazione amara e di un epilogo già scritto.
Lo spettacolo ha forti echi attuali e, spontaneamente, induce a riaprire vecchie questioni irrisolte anche nella nostra realtà locale. Il caso della Fantini Scianatico, nella nostra città floreale resta, purtroppo, ancora irrisolto. Ci chiediamo che senso ha battersi per un marchio EcoFlower quando nella nostra città permane un triste colosso che emana quotidianamente “Venticinquemila granelli di sabbia”! Sarà forse perché il valore della vita umana non supera nè potrà mai farlo, certi orripilanti interessi economici!
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