Sacco e Vanzetti, loro malgrado.

Valeria De Ceglia

Il terlizzese Michele Santeramo e la sua ultima drammaturgia in alcuni importanti teatri d’Italia.

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Sacco e Vanzetti,due uomini normali, vittime di una giustizia malsana, corrotta e ovattata da pregiudizi. Le loro vite sono state raccontate da cantanti e registi, basti pensare al capolavoro cinematografico di Giuliano Montaldo e alle indimenticabili “Ballads of Sacco e Vanzetti”scritte da Joan Baez. L’unico, forse, a non essersi mai occupato di loro, è stato il teatro italiano. Grazie al testo scritto dal nostro compaesano Michele Santeramo, anche il teatro può narrare la loro vicenda. Nasce così un capolavoro d’arte: “Sacco e Vanzetti, loro malgrado” (regia di Simona Gonella). Michele Sinisi, Ippolito Chiarello, Angela Iurilli e Christian Di Domenico ben interpretano una storia delicata, oggetto di ricerche ma soprattutto di un’amara riflessione che porta in luce la precarietà e l’inefficacia del sistema giudiziario.

Sacco nasce il 27 aprile 1891 a Torremaggiore, in provincia di Foggia, emigra in America nel 1908 e trova occupazione nella Slatter come operaio. Vanzetti nasce l’11 giugno del 1888 nella piccola città di Villafalletto, in Piemonte, emigra in America all’età di  20 anni e lavora come operaio ma, patendo la vita alienante e rigida della fabbrica, trova riscatto nel lavoro autonomo di pescivendolo.

In America si incontrano, instaurano un rapporto di profonda amicizia, sposano alcune  idee, quali l’uguaglianza e l’anarchia. I due emigrati italiani sono presto accusati di aver preso parte a una rapina e di aver ucciso un cassiere e una guardia. Vengono vergognosamente ignorate le prove che attestano la loro innocenza. “Il 23 agosto 1927, alle ore 0.19 viene giustiziato sulla sedia elettrica Nicola Sacco. Alle 0,26 tocca a Bartolomeo Vanzetti subire lo stesso destino”.

Il lavoro teatrale di Michele Santeramo non vuole di certo rammentare i lunghi processi né i sei anni di attesa prima dell’esecuzione della pena capitale. Obiettivo è far intuire allo spettatore gli ampi echi attuali che la storia su richiamata evoca. È apportata, in primo luogo, una correzione storiografica: Sacco e Vanzetti sono eroi loro malgrado: non è presente alcun desiderio embrionale di “diventare qualcuno”, di lasciare una traccia di sé nella storia. L’unica loro sentita preoccupazione è attivarsi a favore della libertà,dei diritti,della giustizia.

E, inevitabilmente, questo capolavoro teatrale obbliga a riflettere sulla giustizia perché questa “è una tragedia normale, fatta di uomini giustiziati. Che poi, giustiziato, che parola è? Come ha ricordato Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, nella conferenza stampa di presentazione del progetto, giustiziato non è fare giustizia, ma negarla ”.

Questo pezzo di storia ben fa emergere l’irragionevolezza della giustizia: una giustizia che condanna senza prove, sommariamente; una giustizia che affranca il ricco; una giustizia che si ciba di pregiudizi; una giustizia che si fa manovrare da tristi e amare logiche politiche. La nota “Ballata di Sacco e Vanzetti”, scritta da Baez, contiene ed esprime appieno questo stralcio di verità:

“Contro di noi è la legge con la sua immensa forza e potere
Contro di noi è la legge!
La Polizia sa come fare di un uomo un colpevole o un innocente
Contro di Noi è il potere della Polizia!
Le menzogne dette da alcuni uomini saranno sempre ripagate in denari.
Contro di noi è il potere del Denaro
Contro di noi è l’odio razziale ed il semplice fatto che siamo poveri.[…]
Ribellione, Rivoluzione non hanno bisogno di dollari,
ma di immaginazione, sofferenza, luce e amore e rispetto
Per ogni essere umano
”

Michele Santeramo scrive a proposito dello spettacolo: “Sacco e Vanzetti non capiscono l’inglese e chiedono: cos’ha detto la giuria? Il traduttore risponde: pena di morte. Sacco è di Torremaggiore e ha sempre creduto che gli eroi nascessero nelle metropoli. Vanzetti ha i baffi folti che gli coprono i denti e vende anguille il 24 dicembre. Sacco il 15 aprile va a fare il passaporto ma, invece di una fototessera, porta la foto di famiglia, nella quale ha la faccia di chi spegne candeline. Il mondo tutto intero si mette a parlare di Sacco e Vanzetti. Si usano parole come libertà, diritti, giustizia. La gente prende posizione perché la gente ha bisogno di costruire i suoi miti. Questa è una tragedia normale, fatta di uomini giustiziati. Che poi, giustiziato, che parola è? Sulle tombe dei due italiani morti in America dopo una specie di processo, io ci andrei a scrivere: qui giacciono Sacco e Vanzetti, loro malgrado”.

rnSacco&Vanzetti, loro malgrado è una produzione Oda Teatro-Cerchio di Gesso, della Regione Puglia e della Provincia di Foggia.
“Lo spettacolo debutterà aprendo la stagione del Teatro Kursaal di Bari il 24 e 25 novembre. La tournée, oltre nelle più importanti piazze pugliesi (fra cui l’Oda Teatro di Foggia dal 2 al 5 dicembre, il Teatro Curci di Barletta dal 19 al 20 gennaio, il Politeama di Lecce l’11 aprile), porterà la vicenda di Sacco e Vanzetti in alcuni teatri della Lombardia (sarà a Milano al Teatro Verdi dal 30 gennaio all’11 febbraio), dell’Umbria, della Toscana, della Basilicata e della Calabria”.

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