Il nuovo mercato dei fiori: un ambizioso progetto ancora da completare

Valeria De Ceglia

Il Vice Presidente della Giunta Regionale Sandro Frisullo discute sull’importanza del nascente Distretto Florovivaistico.

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L’incontro tenutosi lo scorso 15 novembre presso la sala aste del “Nuovo Centro per la Commercializzazione ed Assistenza Tecnica alla Floricoltura” è stato un’occasione importante e non isolata per meglio delineare e precisare l’identità  del nascente Distretto Florovivaistico che vede coinvolti,accanto al Comune di Terlizzi, i comuni di Bisceglie, Bitonto, Giovinazzo, Molfetta, Ruvo di Puglia. Capillare, pertanto, si fa la presenza dei loro sindaci in occasione di questo incontro che vede come principali interlocutori il Vice Presidente della Giunta Regionale Sandro Frisullo e gli assessori all’agricoltura regionale, Enzo Russo e provinciale, Anna Palladino.

La floricoltura a Terlizzi è l’attività prevalente che riesce a sollevare l’economia cittadina, creando anche quella sana competizione a livello non solo locale. L’ultimo grande progetto teorizzato in quest’ambito è il marchio Eco Flower che “coinvolge numerosi partner e cofinanziatori, 27 aziende di floricoltori attive sul territorio e su cui saranno realizzati gli interventi pilota, l’ENEA, l’Università di Bari, ECO-logica, la Gazzetta del Mezzogiorno, la Fiera del Levante, la Camera di Commercio di Romania e altri soggetti coinvolti anche a livello internazionale”.

L’importanza del “marchio ecologico dei fiori di Terlizzi” è rammentato tra le priorità dall’assessore Anna Palladino che consiglia di “non perdere tempo mentre continuano i lavori per il completamento della struttura”. Non perdere tempo vuol dire innanzitutto favorire la costituzione di un consorzio, superando i “narcisismi personali” e “l’incapacità di riempire di significato” questa struttura. La posta in gioco è alta; il “percorso è complesso ma non impossibile”. Bisogna addentrarsi con tutte le forze politiche al fine di portare in superficie il valore economico insito potenzialmente nella struttura.

L’intervento moderatore del sindaco Vincenzo Di Tria  fa leva ulteriormente sulla complessità del progetto: “è un’opera faraonica”. Eppure le premesse giocano tutte a nostro favore: “il florovivaismo a Terlizzi può contare su circa 462 aziende, dislocate su ben 700 ettari con fatturati di tutto rispetto. Insomma la floricoltura è una voce importante,la più importante dell’economia cittadina ed anche delle città vicine dove le colture floricole si sono gradualmente estese”. In ultimo, il sindaco si appella agli organismi politici regionali affinché questi ultimi diano i contributi economici per il completamento della struttura.

Il Vice Presidente Frisullo parla di un progetto ampio e ambizioso, non chimerico ma realizzabile. È necessario, a questo riguardo, anzitutto risolvere il problema economico, nonché i finanziamenti che consentiranno l’effettiva apertura della struttura.

“Le opere di completamento, non ancora finanziate sono le seguenti: opere necessarie per il completamento dei corpi di fabbrica laterali, con l’esclusione del cortile centrale coperto dalla struttura reticolare spaziale. Onde poter fruire appieno dei corpi di fabbrica laterali, si ritiene necessario curare e completare gli spazi ed i volumi ad essi collegati indissolubilmente, come i servizi igienici ai piani interrati e gli impianti dei fluidi per la climatizzazione della sala aste e dell’aula magna”.

Questi dati non devono scoraggiare, anche perché la Provincia e la Regione di Bari stanno intraprendendo una lavoro indefesso al fine di distribuire equamente e razionalmente i finanziamenti. In primis bisogna tener conto delle strutture da completare. È improponibile, come spesso accade, ultimare un’opera dopo circa trent’anni: non è giustificabile un simile ritardo in quanto ogni struttura viene concepita in base alle esigenze e alle richieste del momento. In secundis è necessario “trovare gli strumenti per farci conoscere”: molti sono i prodotti pugliesi esportati anche all’estero, eppure pochi conoscono la Puglia. A tal fine bisogna favorire la costituzione di una rete tra Università, Imprese e Centri di Competenza.

“Il distretto nascerà se le imprese lo vorranno”; “non so dire se ce la faremo ma è già tanto non sbagliare nell’impostazione, nei primi passi” che ci auguriamo possano concretizzare questo progetto capillare per la nostra economia.

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