Festa dell’Unità e delle Forze Armate: non solo un ricordo

Nicolò Marino Ceci

Terlizzi ha voluto onorare l’evento con un corteo partito da Palazzo di Città e che ha fatto varie tappe durante il suo cammino, per la deposizione di corone d’alloro alle Lapidi dei Martiri terlizzes

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Il corteo procede con passo solenne e quando questo giunge al monumento al milite ignoto, che pianta orgogliosamente la bandiera italiana in territorio nemico, strappato all’Italia, viene deposta una corona d’alloro. Un gesto profondo che risuona nel tempo ad intervalli regolari e che si traduce in un omaggio allo scintillio dell’olimpo degli eroi e dei buoni valori morali.

Sabato 4 Novembre è stato celebrato, l’88° Anniversario di Vittorio Veneto, fine della prima guerra mondiale, data in cui si celebra anche la Festa de l’Unità e delle Forze Armate. 88 anni fa terminava la prima guerra mondiale, la “grande guerra”, la guerra di logoramento, durata 4 anni, dal 1914 al 1918, la prima grande guerra, che ha coinvolto per la prima volta numerose nazioni dell’intero globo come non mai fino ad allora nella storia dell’uomo, che ha decretato la rottura e la frattura con un mondo che lo aveva immediatamente preceduto, la caduta degli imperi centrali e di equilibri decennali, dando inizio al ‘secolo breve’ (Hobsbaum) e ponendo poi i presupposti che porteranno all’esplosione di un nuovo disastroso conflitto mondiale a distanza neanche di un ventennio.

Terlizzi ha voluto onorare l’evento con un corteo partito alle 16.30 dal Palazzo di Città che ha fatto varie tappe durante il suo cammino, per la deposizione di corone d’alloro alle Lapidi dei Martiri terlizzesi, alla targa di Salvo D’Acquisto e al Monumento ai Caduti in Piazza IV Novembre.
Sintetiche ed efficaci le parole del Sindaco che ha sottolineato il fatto che in realtà questa non è una semplice commemorazione ma molto di più. In antitesi ad ogni vuoto nozionismo Di Tria spiega in sostanza che il ricordo in sé non avrebbe senso: “non è il semplice ricordo di quanti morirono per la patria”; anzi proprio perché “nelle nuove generazioni è sempre più radicata la cultura della Pace, della Solidarietà e l’attenzione ai grandi temi nazionali e internazionali”, è oggi possibile deporre queste corone esprimendo tutta la solidarietà “ai valori cui quegli eroi si ispirarono a difesa della democrazia e della libertà”.

E’ dunque sempre più radicata questa nuova cultura che porta a vedere queste date come occasioni uniche per rendere omaggio non all’evento in sè, non ai martiri o meglio non solo ad essi ma anche e soprattutto agli ideali ai quali questi si sono ispirati, difendendoli strenuamente e tenacemente, mettendo a disposizione perfino la loro stessa vita, seppur importante, considerata meno importante del bene dell’intera umanità.

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