Notte bianca a Terlizzi: perchè no?

Nicolò Marino Ceci

Sarebbe anche una proficua occasione per attirare gente ma soprattutto giovani da fuori.

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Gente in giro, curiosità e aria di festa, locali e pizzerie stracolmi di persone in piedi nell’attesa di potersi sedere, gruppi musicali che gonfiano di giovani curiosi ed entusiasti i pub, artisti di musica popolare che affollano le piazze di Ruvo, coinvolgendo folle festanti, tavoli e tavolini fino in mezzo alla strada, traffico pazzesco, sia verso Terlizzi che verso Corato, parcheggi pieni, strapieni, macchine posteggiate fin sull’extramurale.

E’ una foto del vicino paese di Ruvo, non alle 21, non alle 23, ma in piena notte: è Sabato 28 Ottobre e si sta svolgendo la “notte bianca”, curioso ed originale progetto, peraltro già sperimentato in altre città come la stessa Capitale. Direi che il bilancio della “notte bianca”, scommessa del Comune di Ruvo, abbia avuto un esito tutto positivo ed entusiasmante.  E’ passata una settimana da allora e ora c’è da chiedersi: perché non sperimentare questa simpatica iniziativa anche a Terlizzi, “città dell’olio, dei fiori e della ceramica”? Cos’abbiamo di meno rispetto al vicino comune ruvese? A parte la grandezza storica ed archeologica del Museo Jatta, cosa ci manca? Anche Terlizzi può vantare qualcosa: pensiamo al Teatro “V. G. Millico”, alla Pinacoteca “De Napoli”, alla frazione di Sovereto, alla Torre dell’Orologio, al Palazzo “De Gemmis”, o ancora al Parco “Marinelli”.

Quindi mi sembra che anche noi terlizzesi abbiamo abbastanza motivi di vanto e allora perché non fare questo curioso esperimento anche qui da noi?
Sarebbe anche una proficua occasione per attirare gente ma soprattutto giovani da fuori, visto che a Ruvo c’erano molti ‘forestieri’, ma anche per far promozione e pubblicità alla nostra cittadina e ai suoi angoli più belli e caratteristici. Si potrebbero programmare durante la notte eventuali presentazioni di libri, dibattiti, monologhi, spettacoli teatrali e di danze popolari, dando lustro ai nostri talenti cittadini o invitandone da fuori, dando un’idea ed un’immagine comunque positiva dei fermenti culturali di cui Terlizzi beneficia; organizzare mostre fotografiche, di pittura o di scultura di artisti locali e fiere di prodotti locali come fiori, ceramica, olio, vino e tutto quanto si produca artigianalmente a Terlizzi, dando una piccola vetrina a ciascun singolo produttore. Si potrebbero tenere aperte le diverse librerie, come anche l’ingresso della Torre dell’Orologio per dare la possibilità a chi lo desideri di poter scrutare Terlizzi ‘dall’alto’; sarebbe anche interessante organizzare turni successivi di visite guidate nel centro storico per illustrare gli scorci più caratteristici della Terlizzi che fu non solo ai terlizzesi stessi, ma anche ai forestieri.

Inutile dire che si potrebbe dare la possibilità ai vari gruppi musicali locali di potersi esprimere, pianificando una mappa strategica dei luoghi dove farli suonare: per esempio nel Parco Comunale, nel Chiostro delle Clarisse, nella stessa Sovereto, nei pressi di viale Roma, di fronte alla ‘nuova’ “Chiesa di S. Maria della Stella”, su Corso Dante Alighieri, in Piazza Falcone e Borsellino e chi più ne ha più ne metta.

La proposta c’è, anzi le proposte ci sono; le idee non mancano neppure (a tal proposito si potrebbe anche ideare un bando di idee in cui selezionare le varie proposte ed accogliere poi le migliori)e allora parola all’Amministrazione Comunale.

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