Dopo lo sgombero, una soluzione condivisa per gli immigrati

La Redazione

Tale soluzione partecipata potrebbe essere il punto di partenza per l’amministrazione comunale che voglia effettivamente affrontare la questione.

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo un comunicato da parte dell’Associazione Mediterrania Onlus che commenta lo sgombero di uno stabile occupato da lavoratori stranieri, tra cui alcuni irregolarmente presenti sul territorio italiano.

In data 25 ottobre 2006 nello stabile abbandonato e fatiscente ubicato sulla prov.le Terlizzi-Molfetta, la Guardia di Finanza ha effettuato un sopralluogo e ha riscontrato la presenza di 18 cittadini stranieri, di cui 6 con permesso di soggiorno e 12 senza regolari documenti, che vi pernottavano.

I migranti coinvolti nello sgombero sono tutti lavoratori stagionali che come ogni anno in questo periodo arrivano a Terlizzi per la raccolta delle olive, e per i quali non è prevista nessuna struttura o soluzione di accoglienza e alloggio.

L’occupazione di stabili in disuso non costituisce di certo una novità. Episodi analoghi si sono già presentati in passato. Solo lo scorso anno, sempre durante la campagna di raccolta delle olive, circa venti migranti si sono  infatti ritrovati nella stessa condizione. Il contributo lavorativo di questi cittadini si è rivelato negli anni importante per la nostra economia e per la nostra collettività.

Eppure gli stranieri, oltre a vivere una condizione di indigenza, non rinvengono nella “Bossi-Fini” la benché minima possibilità di regolarizzazione della propria posizione. Il testo di legge ed i relativi decreti attuativi ancora in vigore costituiscono una fonte di preoccupazione per i lavoratori, come anche per i datori di lavoro.

In base al contesto normativo attuale, infatti, un datore di lavoro dovrebbe ingaggiare i lavoratori stranieri direttamente nei paesi di provenienza, ignorandone la già evidente presenza sul territorio e rendendo farraginose le procedure di assunzione. Paradossalmente una legge varata per regolamentare le politiche migratorie  ricrea con ciclicità la stessa situazione di emergenza.

È necessario evitare che il problema si ponga in termini di mero ordine pubblico e dunque favorire una soluzione condivisa e duratura del problema, coinvolgendo gli enti locali, i sindacati, le associazioni di categoria e le comunità nei processi decisionali  relativi le politiche migratorie. Tale soluzione partecipata potrebbe essere il punto di partenza per l’amministrazione comunale che voglia effettivamente affrontare la questione. Ad esempio pensando all’accoglienza e al primo alloggio dei lavoratori stagionali stranieri.

L’auspicio è che l’episodio non diventi consuetudine, ma sia l’occasione per risolvere in maniera permanente un problema che si ripeterà con sistematicità.

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