I Broken Cords tra felicità e malinconia

Nico Andriani

Il gruppo racconta l’uscita del demo Fairy’s Sound

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Il gruppo emergente dei Broken Cords è reduce dall’importante partecipazione al concorso nazionale Crazy House, tenutosi a Fano (PS), selezionato tra i primi 20gruppi emergenti in Italia, dove i 4 componenti (Fabio Gesmundo alla voce e alla chitarra, Michelangelo Volpe alla chitarra, Luca Tommasicchio al basso e Antonio Aloi alla batteria), hanno ricevuto i complimenti e gli apprezzamenti degli addetti ai lavori presenti alla rassegna.

Tutto nasce dalla fortunata prima demo Fairy’s sound, dalle sonorità che risentono delle influenze di gruppi come Giardini di Mirò, Sigur Ros e Mogwai, per creare un genere che può definirsi emo-rock, rock che parte dalle emozioni e parla di emozioni, con parti di chitarra lineari e melodiche, strutture semplici e caratterizzate dagli echi sull’onda di arpeggi che si evolvono verso distorsioni in cui si raccoglie l’eredità di gruppi alternative italiani come Verdena e Marlene Kuntz.

Il piccolo demo “Fairy’s sound” (Fairy’s sound, Ten steps, Only your fault) viaggia a cavallo tra serenità e malinconia, a riprendere una fase di “post rock” che è partita da gruppi della new wave anni ’80 come Smiths e Television e si è evoluta nel moderno rock, al di là dei tecnicismi e dei guitar hero, denso di atmosfere e sensazioni.

Ora per la band che, dopo una prima embrionale esperienza con un’altra formazione, è all’attivo da un anno con un repertorio di 9pezzi originali, si prospetta la partecipazione al Bad Habit Music Festival, selezionata tra i 32 migliori gruppi emergenti in Italia.
Nella breve intervista che segue qualche appunto da parte di un gruppo adolescente ma dalla sensibilità spiccata verso le emozioni che si vivono.

Facciamo un punto della situazione sul momento del gruppo con l’uscita di Fairy’s Sound.
Ora che siamo in una formazione definitiva, seppure in poco tempo, stiamo distribuendo la nostra demo, che a partire dalla sua presentazione alla Festa dell’Unità ci ha portato molti ingaggi mentre ora ci proponiamo di farla girare nei concorsi.
Il demo rappresenta le idee alla base del gruppo, a livello musicale, tecnico e di interpretazione dei brani stessi. Partiamo dalla semplicità della musica per poterne far cogliere la bellezza, per poter trasmettere veramente qualcosa.

Da dove nasce l’ispirazione dei testi?
I brani esprimono ciò che sentiamo dentro, nascono dall’emozione di un momento ed è per questo che il nostro genere vogliamo definirlo una commistione di generi. Naturalmente il nostro percorso è in fase di cambiamento e in questo vediamo un forte distacco dalla nostra prima esperienza, con maggiore maturità e responsabilità.
I nostri brani nascono dai problemi legati agli stati d’animo, gioia e delusione, grazie a tutte le persone che finora ci hanno regalato emozioni, anche se spesso in chiave negativa.

Da cosa nasce infine l’approccio musicale?
La musica è frutto del momento. Forse per questo uno degli aggettivi che ci hanno accostato con più facilità è stato quello di “gruppo onesto”, ed è stata una cosa che ci ha fatto molto piacere, in quanto ciò dimostra come sul palco riusciamo a mostrare e a far ascoltare ciò che ci tocca davvero, e trasmetterlo a chi ci ascolta.

Il prossimo appuntamento sarà proprio questa sera dove i Broken Cords suoneranno al Dolium di Corato insieme ai Poisoned Minds per poi partecipare alla Notte Bianca di Ruvo in Piazza Le Monache, dove si esibiranno in un live set con 3inediti, con la collaborazione di Nicolò Giangaspero al testo de “Le maschere che porto”.

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