Giornata Internazionale per lo Sradicamento delle Povertà

Valeria de Ceglia
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È nel 1992 che l’ONU riconosce il valore della Giornata Mondiale contro la povertà.  In occasione di tale data, il Centro Caritas “S.Luisa” di Terlizzi, ha allestito oggi uno stand di sensibilizzazione con distribuzione di palloncini per bambini, in viale Roma, nei pressi della Villa Comunale.

La Caritas si presenta come un’associazione densa di progetti ed iniziative la cui realizzazione è resa possibile da una valida equipe di volontari. Il loro merito è saper tradurre in pratica il pensiero di molti caparbi filosofi, tra cui il noto Amartya Sen.

Scopo di questa giornata è aiutare la cittadinanza a comprendere il significato della parola povertà. A livello europeo, una prima definizione di povertà, compare ufficialmente solo nel 1984: “per poveri si intendono le persone, le famiglie o i gruppi di persone che hanno risorse (materiali, culturali e sociali) così limitate da essere escluse dal livello di vita minimale riconosciuto come accettabile dallo stato membro dove essi vivono”. Da questa definizione ben si comprende che la povertà non è un fenomeno limitato ai paesi in via di sviluppo ma si estende anche ai paesi industrializzati.

Sono ancora molte le famiglie terlizzesi vittime della povertà ed è a loro sostegno che opera la Caritas,perseguendo vari obiettivi,tra cui:
–Promuovere la partecipazione all’occupazione e l’accesso di tutti alle risorse, ai diritti, ai beni ed ai servizi.
–Prevenire i rischi di esclusione.
–Favorire numerose attività pedagogiche.

La Caritas vuole –durante la campagna odierna – “raccontarci” la povertà; “raccontarci” la sofferenza di gente del nostro paese che sopravvive piuttosto che vivere; “raccontarci” il non esiguo numero di adolescenti ai limiti della devianza; “raccontarci” l’abbandono scolastico di molti; “raccontarci” l’impossibilità ancora molto diffusa di chi patisce la “tirannia” della povertà.

Sì, vorremmo presentare la povertà come il più terribile tiranno, in quanto- a parità di esso- nega ogni forma di libertà. Sotto la tirannia della povertà,l’uomo smette di vivere,abbandonando sempre più energicamente i suoi interessi,i suoi sogni. Il povero non conosce il sogno; sa solo che la vita è sempre lì in agguato, pronta a strappargli carne dalle sue ossa.

rn”Sappiatelo, sovrani e vassalli, eminenze e mendicanti,
nessuno avrà diritto al superfluo, 
finché uno solo mancherà del necessario.”

Salvador Diaz Miròn.

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