Terlizzi, “Paese del Fiore”

La Redazione

Dopo il successo ottenuto con la partecipazione ad Agrimed, ora la città deve puntare più in alto e affrontare alcuni nodi per rilanciare al meglio il settore

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Grazie alla partecipazione ad Agrimed, con uno stand dedicato al progetto Ecoflower per il riconoscimento del marchio del fiore, Terlizzi è riuscita a porre al centro dell’attenzione la sua produzione, affrontando,così, i nodi nevralgici dai quali dipende il rilancio del settore florovivaistico, fulcro dell’economia cittadina ma anche del distretto (che comprende i comunioni di Bisceglie, Bitonto, Giovinazzo, Molfetta, Ruvo di Puglia).

I dati parlano chiaro, infatti. Un mercato ovunque in crescita che fa dell’Italia, con il suo 23% per cento di produzione totale europea, il “Paese del fiore” per eccellenza. E nel “Paese del fiore”, la Puglia si conferma una regione strategica per quantità e qualità delle produzioni di fiori recisi e vaseria: la superficie interessata si attesta, sebbene i dati non siano univoci, intorno ai 1200 ettari. Tra le province la floricoltura riveste una rilevante importanza nel barese e in provincia di Lecce dove è concentrata la quasi totalità della produzione di fiore reciso, fronda verde e vaseria verde e fiorita, con valori pari al 92 per cento del totale regionale. 

A fare il punto della situazione, oltre al sindaco Vincenzo di Tria, anche l’assessore alle Politiche agricole e floricole Aldo Sigrisi, presente alla Fiera Campionaria e ai numerosi convegni che hanno affrontato le problematiche e le prospettive del florovivaismo a Terlizzi.

Secondo l’assessore Sigrisi, il prossimo “Piano Nazionale Florovivaistico deve sciogliere i nodi rivenienti dagli alti costi di produzione, dall’elevato grado di impiego di manodopera, dal basso grado di associazionismo, dalla logistica non efficiente, dalla filiera lunga, dal basso grado di penetrazione delle innovazioni e dall’esigenza del rispetto ambientale”.

Sono temi che vanno affrontati seriamente anche nel distretto di Terlizzi, creando nuove opportunità e ampliando le prospettive e i confini tradizionali del prodotto fiore che va invece inquadrato in un contesto di attività relative al verde pubblico urbano, al paesaggio, al giardinaggio ed alla forestazione. Il miglioramento del livello di reddito, i nuovi modelli comportamentali, l’aspirazione ad una sempre migliore qualità di vita, la crescente coscienza ecologica della popolazione che chiede maggiori spazi verdi e parchi nelle città, impone riflessioni in materia di coltivazioni sostenibili.

“Per quanto riguarda la nostra situazione -continua Sigrisi– va registrato che negli ultimi anni le superfici destinate alle coltivazioni floricole non hanno subito consistenti incrementi, bensì una sostanziale trasformazione nella modalità di coltivazione passando da quella tradizionale a quella fuori suolo incentivata anche dalla recente legislazione europea.

“Proprio nel settore commerciale la bravura dei nostri imprenditori ha conseguito importanti successi che si identificano in acquisizioni o partecipazioni di società olandesi che ora, lo diciamo con un pizzico di orgoglio, possono dirsi anche pugliesi come nel caso della Zuritel acquistata dal gruppo Cicollella”.

Parole ottimistiche e lungimiranti, dunque, che infondono la reale consapevolezza di essere ad un momento di svolta. Un segnale incoraggiante è innanzitutto la volontà comune dei poli florovivaistici pugliesi di Terlizzi, Leverano e Taviano, di camminare insieme per affrontare, con energia ed efficacia, le sfide di un mercato sempre più globale e competitivo.

Fondamentale, in tal senso, è il ruolo che assume il Nuovo mercato dei fiori di Terlizzi, la grande opera incompiuta, dalla cui piena funzionalità dipende gran parte del futuro del settore e dell’economia del fiore in Puglia.

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