Terlizzi ha bisogno di cultura

La Redazione

Il Presidente della Consulta delle Associazioni lancia una serie di proposte nell’ambito del progetto “Cittadinanza attiva”

0 commenta

Riceviamo e pubblichiamo alcune proposte in materia di cultura, scuola e Società a nome del Presidente della Consulta delle Associazioni Vito De Leo, rivolte all’Amministrazione e a tutti gli organi preposti, oltre che alla cittadinanza intera,formulate nell’ambito del progetto “Cittadinanza attiva”.
     
Vi segnalo, ancora una volta, alcune delle proposte formulate dalla Consulta delle Associazioni nell’ambito del progetto “Cittadinanza attiva”. Tali proposte, come vedrete, non richiedono impegni di spesa eccessivi, ma soltanto capacità di ascolto e d’organizzazione funzionale alla trasparenza amministrativa ed alla programmazione degli interventi con il contributo delle parti interessate.

La nostra città – come ben sapete – possiede i requisiti e le risorse umane per divenire città d’alta cultura, centro d’elaborazione dei temi della tolleranza e della pace, della convivenza, della solidarietà e del rispetto ambientale. Deve soltanto attivare gli istituti di partecipazione previsti dallo Statuto comunale, guardarsi anche un po’ intorno e chiedersi come certe cose diventano possibili in altre realtà comunali, convincersi che il grado di civiltà di una città si misura col metro della qualità e della quantità degli interventi in campo scolastico, culturale e sociale.

Anche a Voi, pertanto, rinnovo la domanda “Prima di giungere a formulare un elenco di cose fatte o da fare, c’è una possibilità di dialogo sul versante della progettualità democraticamente e statutariamente intesa tra il Comune e le parti sociali, le istituzioni scolastiche, le associazioni ed i centri d’aggregazione giovanile? “.

Nel momento in cui alta e diffusa si leva la richiesta di tanti cittadini italiani per la difesa dei propri diritti anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte ampliando, regolamentando e promovendo i diritti di cittadinanza e contribuendo alla creazione di una città più viva e più creativa, guidata da una classe dirigente aperta, moderna ed all’altezza delle nuove sfide culturali, sociali, economiche e politiche.

Le proposte della Consulta delle Associazioni, con l’augurio che possano presto tradursi in accordi di programma ed in impegni condivisi anche nell’ottica del bilancio partecipato sono, pertanto, le seguenti:

1) Istituzione di un Comitato Consultivo Permanente per le Politiche Scolastiche, Culturali e Giovanili, composto dai rappresentanti delle Associazioni e delle Scuole;

2) Elaborazione concertata con gli stessi del Piano dell’Offerta Formativa Territoriale.

3) Sottoscrizione di un Accordo di Programma con le istituzioni scolastiche e le associazioni interessate avente i seguenti obiettivi:
a) prevenire il disagio, le tossicodipendenze, la devianza minorile, l’insuccesso e la dispersione scolastica;
b) favorire l’orientamento scolastico e universitario, l’educazione alla legalità, la conoscenza e l’utilizzo dei finanziamenti e dei contributi europei, statali, regionali e provinciali, la costituzione di cooperative giovanili; l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri;
c) coordinare e realizzare i diversi progetti in rete proposti dalle Scuole, dalle Associazioni e dalle Cooperative.

4) Promuovere il Forum Giovanile, quale strumento di autorappresentanza e partecipazione dei giovani alla vita politico – amministrativa;

5) Promuovere la cultura dei “micro-progetti” per il recupero degli spazi abbandonati o degradati, per recuperarli con l’aiuto dei bambini, anche al fine di concorrere al premio di € 100.000,00, istituito dal Ministero dell’Ambiente per il riconoscimento di “Città sostenibile delle bambine e dei bambini”, già ottenuto per due volte consecutive dai Comuni di Molfetta e di Ruvo;

6) Coordinare la presentazione dei progetti comunitari predisposi dalle Scuole, in modo da favorirne l’approvazione (Socrates, Comenius, La Scuola per lo sviluppo, Intercultura, ecc.);

7) Istituire la “Festa dell’Albero”</strong>; partecipare alla “Giornata della Memoria”; promuovere la “Scuola della Pace”, dibattiti, cineforum, gemellaggi tra scuole italiane e straniere; realizzare il “Parco letterario”; istituire borse di studio e concorsi; ricordare i cittadini illustri scomparsi o emigrati; patrocinare le iniziative teatrali;

8)Mettere a disposizione delle Scuole un sito Web che metta in rete Scuole, Comune ed Istituzioni varie;

9) Contribuire alla redazione di un giornale cittadino scritto dagli alunni di tutte le scuole cittadine e/o sostenere quelli prodotti dalle singole scuole;

10) Assistere le Scuole nella realizzazione degli obiettivi previsti dal progetto intercomunale sottoscritto ai sensi della legge 285/97 “Promozione di diritti e di opportunità in favore dell’infanzia e dell’adolescenza”;

11) Promuovere la più volte sollecitata partecipazione dei ragazzi alla vita comunitaria attraverso l’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi, la nomina del Sindaco a Difensore Civico dell’Infanzia e la convocazione di una seduta monotematica del Consiglio comunale in cui i ragazzi possano esprimere liberamente le proprie proposte.

Il comune auspicio è che si superi la concezione particolaristica degli interventi a pioggia, dei contributi non regolamentati, dei patrocini insufficienti per procedere finalmente con una progettualità partecipata e condivisa dalle realtà interessate, che parta dalla conoscenza oggettiva dei bisogni delle persone e delle istituzioni locali, nel reciproco rispetto delle rispettive competenze.

Occorre, però, evitare alcuni difetti emersi negli organismi istituzionali, politici e sociali: l’individualismo e la frammentazione; l’esibizionismo privo di qualità, la ripetitività dei progetti.

Quali potrebbero essere gli obiettivi da perseguire?:

1. Salvare e sostenere i progetti validi e consolidati</strong>;
2. Redigere unitariamente un progetto alto e ambizioso radicato nella realtà locale e meridionale, capace di superare il localismo e di aprirsi verso il mondo attuale;
3. Sensibilizzare l’imprenditoria locale con frequenti scambi di idee e incontri di lavoro;
4. Conferire poteri consultivi e decisionali ad un Comitato di lavoro costituito nelle forme e nei modi proposti con il Regolamento sopra richiamato.
5. Realizzare, con i processi e non solo con le parole, le condizioni di una nuova democrazia, di cui l’esperimento del “Bilancio partecipato” potrebbe essere una prima sostanziale manifestazione.
6. Stampare, pubblicare e distribuire un “Questionario”  contenente domande sulle aspettative dei cittadini, al fine di monitorarne le opinioni e i bisogni prioritari.
7. Creare un “Osservatorio per lo studio delle dinamiche occupazionali e delle figure professionali più richieste dal territorio” per orientare le scelte della gioventù, formare figure professionali di qualità spendibili nel mercato dell’occupazione e creare un’integrazione efficace tra il mondo del lavoro e il mondo della scuola, della formazione e dell’Università.

Non basta, insomma,volere più verde in città: bisogna combattere contro le speculazioni edilizie; non basta voler preservare il centro storico: bisogna sottrarre le periferie al degrado; non basta cercare la sicurezza combattendo la microcriminalità: bisogna lottare contro ogni forma di segregazione e di esclusione sociale; non basta, infine, offrire spazi di vita: occorre anche il lavoro per poter vivere.

Dobbiamo farci promotori di un “nuovo patto sociale” nella città, che si muova lungo queste tre direttrici: diritti di cittadinanza, lavoro e sviluppo.

Occorre un vero “patto istituzionale” tra l’Ente locale, la Consulta delle Associazioni, il Volontariato sociale e l’Imprenditoria locale, da cui scaturisca un Tavolo permanente di confronto programmatico per rendere più adeguata la risposta amministrativa alla domanda sociale, soprattutto dei giovani e delle fasce più deboli della comunità.

Sono questi i punti fondamentali sui quali è auspicabile che si sollevi un ampio dibattito cittadino. Con questi problemi – ed altri ancora – si deve misurare l’iniziativa politico – amministrativa per la costruzione di una città che nasce dal tanto proclamato “cambiamento” e che è chiamata a fare tessuto, ricercando al suo interno sinergie e momenti di cooperazione, per puntare allo sviluppo dell’intero sistema locale di riferimento.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!