Un’estate poco “culturale”
Il presidente della Consulta delle Associazioni, Vito de Leo, ha scritto all’Amministrazione Di Tria per denunciare la scarsa attività culturale svolta a Terlizzi durante i tre mesi estivi
A fronte di una stagione estiva assolutamente povera dal punto di vista culturale, il presidente della Consulta delle Associazione ha scritto al sindaco Di Tria, per esporre alcune riflessioni importanti.
“L’unica novità per i residenti, gli emigrati di ritorno e dei turisti è stata rappresentata dalla prima edizione del concorso, promosso dall’amministrazione comunale e dal Comitato feste patronali, riservato ai cittadini che hanno allestito con piante ornamentali in vaso, dal 1 agosto, balconi e finestre lungo i corsi e le piazze attraversati dal Carro trionfale.
Nella «città dei fiori», quindi, abbiamo potuto ammirare soltanto dei bei giardini pensili, che riceveranno da un’apposita giuria dei premi in buoni acquisto di piante e attrezzi da giardinaggio messi a disposizione da alcune aziende floricole”.
Guardando, però, ai ricchi programmi estivi di ogni città limitrofa, salta palesemente agli occhi l’abissale differenza che, per forza di cose, ha penalizzato e screditato Terlizzi e, soprattutto ha costretto i terlizzesi stessi a spostarsi fuori in cerca di “interessi”.
Alla giustificazione più volte addotta dal Sindaco, circa la mancanza di risorse finanziare necessarie per promuovere un’intensa attività culturale, causata dalla riduzione degli stanziamenti statali, il presidente ha risposto, invitando l’intera amministrazione ad una riflessione, “non tanto sulla quantità quanto sulla qualità degli eventi, non solo sulle modalità operative, ma anche sui tempi di realizzazione”.
Il problema principale, secondo De Leo, è che manca flessibilità nell’organizzazione di qualunque tipo di evento, perchè troppo influenzata dai ritmi stagionali. Il risultato che ovviamente ne deriva è un’inevitabile discontinuità che va a discapito della crescita della città e dei suoi cittadini.
Bisogna risvegliarsi e risvegliare l’interesse e la curiosità, partendo, per esempio, “con l’ avviare una riqualificazione di musei e biblioteche, che da esclusivi luoghi di conservazione, devono diventare sedi di dibattito, di mostre itineranti e politematiche.
Inoltre, occorre una politica dei teatri e degli enti stabili, per la musica e per le rappresentazioni, che è ancora ferma al semplice recupero, e nemmeno concluso, dei “contenitori”: un palazzo, da solo, non è ancora ciò che può avvenire al suo interno” – prosegue De Leo.
L’invito che il presidente della Consulta delle Associazioni fa, rivolgendosi all’assessore preposto alla programmazione spettacoli è, dunque, di “mutare la logica dei tempi nell’intervento culturale e progettare non per l’estate prossima ventura, ma per gli anni a venire.
Anche gli istituti scolastici, le associazioni culturali (nella quasi totalità inspiegabilmente assenti nel cartellone estivo) hanno l’obbligo di farsi sentire, superando finalmente l’attuale fase di autoclonazione e recuperando quella capacità di critica ideale e di realizzazione scientifica, senza delle quali non si fanno pregressi significativi”.
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