Jump 2006

Nico Andriani

Commenti e foto al grande evento del 1° weekend di Luglio

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Sono passati pochi giorni dalla jamsession “Jump” tenutasi al sottopassaggio di Via Mazzini e il paese ha assunto un altro colpo d’occhio.

È bastato poco, o meglio è bastata tutta la passione di una vita per una cultura, l’hip-hop, e uno stare insieme uniti da un’idea, come la musica, come lo sport, come una forma d’arte spesso bistrattata come “disegno”, a detta di certa mentalità chiusa.

L’enorme festa del 1 e del 2 luglio ha parlato di writing prima di tutto, con alcuni dei migliori writers (chi crea i murales, ndr) dai dintorni e da tutta Italia (Milano, Rimini, Mestre, Roma, Brindisi), ma anche di free skating, breaking (chi balla) e mcing (chi rappa), con esibizioni dei giovani mc locali sul palco sito, nel viale chiuso, per permettere il prosieguo della festa che si è conclusa la sera del 2 luglio con il concerto dei Sano Business, con Bassi Maestro, Rido, Supa e Dj Zeta.

Una testimonianza di quanto, l’idea di Pasquale Visaggi (titolare del negozio Carnaby Street), Massimo Tomasicchio e Gaetano Vallarelli, insieme a quanti credono in un messaggio veicolato dall’arte e dalla musica, sia stata accolta con favore dall’ambiente hip-hop e che ha visto citare l’evento Jump nei maggiori siti europei del genere.

La festa e la presenza di ragazzi e famiglie nell’ammirare le creazioni dei writers all’opera, ha dato prova di quanto la piccola iniziativa portata avanti l’anno scorso, con una piccola esibizione improvvisata di writing, mcing e breaking su corso Dante, in un pomeriggio di fine estate dell’anno scorso, sia stato il La a questa nuova forma di spettacolo.

Proprio una  massiccia presenza di pubblico , ha reso più rilevante un sacrificio e una responsabilità sostenuti totalmente dagli organizzatori per una scommessa vincente che fa eco ai commenti di Massimo Tomasicchio e Gaetano Vallarelli: “speriamo di aver dato un impatto violento al paese a livello artistico, nel senso buono, visto un certo stato di arretratezza in cui versa Terlizzi”.“Abbiamo cercato di mettere una pietra iniziale”.

Una scommessa e qualcosa fatta in favore del paese che adesso è costretta a farsi spazio per lasciare viva una forma d’arte, presentando, a tempo di record, una raccolta firme di risposta a quanti hanno ritenuto opportuno, nel momento in cui la festa andava avanti, raccoglierne altre per poter cancellare tutto quanto creato, così come affermato da Pasquale Visaggi: “siamo partiti con tanta voglia, che è andata crescendo con il coinvolgimento di tanta gente.

Siamo soddisfatti per la presenza dei writers accorsi da tutta Italia e pensiamo già al prossimo anno. Ringraziamo il sindaco e gli sponsor per la riuscita della manifestazione e adesso siamo agguerriti per organizzare una seconda edizione di Jump per il 2007 mentre, nel frattempo, abbiamo raccolto tante firme per salvare quanto creato”.

Forse per i promotori di quella raccolta firme ( una piccola parentesi negativa, in un’iniziativa così valida che dimostra, però, una sensibilità ancora in fase di maturazione a Terlizzi), non era ben chiaro come dietro i bellissimi murales c’è la presenza dei giovani che esprimono loro stessi e che difficilmente trovano opportunità così ampie e legali di esprimersi come quelle di Jump, trasformando un sottopassaggio fatto di cemento grigio in una grande opera d’arte fatta di divertimento, passione, impegno e animo.

Aspettiamo con ansia l’edizione 2007.

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