Vota No!

Nicolò Marino Ceci

Al dibattito organizzato da Rifondazione Comunista è intervenuto anche il costituzionalista, Prof. Silvio Suppa

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Nellaserata di giovedì, in Largo La Ginestra, si è tenuto un pubblico dibattito sul referendum di Domenica 25 e Lunedì 26 Giugno, organizzato da Rifondazione Comunista.

Il convegno, introdotto da  Patrizia De Chirico, ha visto l’autorevole intervento del costituzionalista Suppa, il quale ha descritto e spiegato , la riforma costituzionale pensata e realizzata dalla Lega Nord nonchè oggetto del referendum di domani, presentando, per l’occasione, la pubblicazione, a sua firma, della Costituzione, “La Costituzione della Repubblica Italiana”.

Dopo un accenno ai principi che regolano la nostra Carta Costituzionale, che è poi, di fatto, il cuore della nostra democrazia, ha chiaramente espresso il proprio disappunto rispetto alla riforma.

“La Costituzione precede le differenze politiche. Di conseguenza, una costituzione pensata e cambiata a tavolino alla presenza di pochi risulta inaccettabile: la Costituzione non la scrive, non la può scrivere chi vuole ma essa deve essere il frutto di un ragionato processo di approvazione da parte di una pluralità di persone in fase costituente. Occorre discutere, discutere, discutere.

Tutto il contrario di quanto è stato fatto ed è proprio per questo che bisogna andare a votare ‘no’, non solo rifiutando un malriuscito tentativo di riforma ma respingendo l’assurdo principio secondo cui la costituzione possa essere decisa da una minuscola componente numerica. Cero, la costituzione può essere cambiata, ma tutti insieme.”

Poi, l’attenzione del costituzionalista, si sposta sulla Devolution: “che cos’è la devolution? Un soggetto rimette ad un altro soggetto un determinato potere o facoltà: si ha cioè una vera e propria cessione di poteri che nel nostro caso sarebbero la Sanità, la Scuola e la Sicurezza che verrebbero così demandate alle singole regioni dal governo centrale.

Dobbiamo allora prevenire grandi mali per l’Italia. Pensate infatti ad un’Italia federale, con scuole e programmi diversi da regione a regione: si tornerebbe ad uno stadio prerisorgimentale in cui si parlavano tanti dialetti, uno diverso dall’altro e in cui l’italiano era parlato solo dalle classi più abbienti e dotte.

Questo è lo scenario che si apre, non tra 100 anni ma già subito. Attualmente il divario tra Nord e Sud è enorme, con la devolution si avrebbe una depressione economica e sociale senza precedenti nel Mezzogiorno. Esiste un dovere di cittadinanza per votare no.” Suppa si avvia alla conclusione e statuisce:”votare no significa evitare posizioni di forza”.

Successivamente c’è stata la proiezione di diversi filmati , finalizzati alla ricostruzione dell’intero excursus storico e sociale della nostra Costituzione.

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