Il coro della Pappagallo chiude l’anno scolastico
70 bambini guidati dal maestro Gisonda alle prese con i più svariati generi musicali
Ancora una volta, dopo un calendario annuale folto e consistente il coro degli alunni del 1° C.D. “Don Pietro pappagallo”, diretti dal M° Pasquale Gisonda, dai maestri Giuseppe Volpe e Marina De Chirico nella serata di venerdì hanno concluso con un ‘concerto’ finale nel Chiostro delle Clarisse.
Un finale eccezionale dopo aver colorato numerose iniziative e manifestazioni cittadine quali la manifestazione in ricordo del 62° anniversario dall’uccisione di Don Pietro Pappagallo e Gioacchino Gesmundo, la manifestazione di celebrazione del film realizzato da Rai Fiction, “don Pietro Pappagallo-l’ultima battaglia” rendendo omaggio a tutto il suo staff artistico con il regista Gianfranco Albano e l’attore protagonista Flavio Insinna in prima fila insieme al prof. Lisi.
Quindi Chiostro delle Clarisse dove i numerosi bambini componenti il coro, hanno cantato canzoni quali “Magnana magnana”, “Se la gente usasse il cuore” e adattamenti su basi quali quelle del Flamenco o del walzer, ripercorrendo continenti come la Spagna, l’Austria, la Svizzera e la Germania, spesso ripercorrendo il sentiero descritto dal filo rosso della musica genuina e fresca, celebrata con spumeggiante entusiasmo.
Insomma ancora una volta la scuola elementare Pappagallo si distingue nel campo dell’insegnamento e dell’educazione. Non è però quella sterile e arida dei piccoli banchi scolastici e delle scure aule, ma quella più genuina e produttiva delle iniziative a contatto con l’esterno, con la realtà in tutta la sua complessità, con la gente, esplorando percorsi formativi dei più diversi.
Passando attraverso il canto, che diventa allora un gioco proficuo associato all’imparare canzoni nuove basate sulla condivisione di valori genuini e puri quali l’amore, l’affetto, la serenità ma soprattutto sulla condivisione di importanti momenti di crescita, rappresentati anche da danze e balli popolari, come quelli esibiti spesso dal “gruppo folk”.
Pubblico molto partecipe con battiti di mani scroscianti e talvolta ritmici. Una prova ulteriore di come la scuola e l’istruzione in Italia, sebbene stiano vivendo un periodo abbastanza particolare e difficile, in quanto le risorse sono davvero poche mentre il lavoro da fare è sempre tanto, riescono con tenacia a mantenere alta la qualità del proprio prodotto.
Un “prodotto” che è oggetto di studio di studiosi che vengono da tutto il mondo, un prodotto che proprio grazie a queste particolari e significative iniziative si arricchisce di quel surplus che chiaramente è il frutto di un imponente lavoro di costruzione e pianificazione, che è quello che non si vede, o che è meno evidente alle volte, che è quello che c’è dietro.
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