Legalità, sempre e ovunque

Nico Andriani

Il convegno Stato e Antistato per il Maggio della Legalità

0 commenta

Tommaso Buscetta disse a Giovanni Falcone: “L’avverto, signor giudice. Dopo quest’interrogatorio lei diventerà forse una celebrità, ma la sua vita sarà segnata. Cercheranno di distruggerla fisicamente e professionalmente. Non dimentichi che il conto con Cosa Nostra non si chiuderà mai.”

Queste furono le parole che l’Italia intera sentiva riecheggiare un pomeriggio di fine maggio.

Alle 17,48 del 23 maggio 1992 su una pista dell’aeroporto di Punta Raisi atterrò un jet del Sisde, a bordo ci sono il giudice Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato.

Ad attenderli allo scalo la scorta. Qualcuno sapeva che Falcone era appena sbarcato in Sicilia e qualcuno sapeva che dopo otto minuti la sua Croma sarebbe passata sopra il pezzo di autostrada Trapani-Palermo vicino alle cementerie.

Alle 17,59 il pomeriggio di quel 23maggio 1992 svegliò le campagne di Capaci con la violenza di 500kg di tritolo, quel giorno morirono Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta trentenni Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo.

14anni dopo Terlizzi continua a ricordare quel sacrificio e quello di tante vittime della mafia e della criminalità con il Maggio della Legalità.

Giovedì appena trascorso, alla presenza dei familiari del caposcorta di Falcone, Antonio Montinaro, si è tenuto nell’Aula Consiliare del Palazzo di Città il convegno “Stato e Anti-stato. Gli strumenti legislativi per vincere le mafie”,.

Moderatore Maurizio Altomare, Segretario dell’Associazione Provinciale Antiracket, alla presenza del Sindaco ing.Vincenzo Di Tria, l’Assessore alla Legalità Roberto Covolo, Marco Sportelli, Presidente del Consiglio Provinciale Barese, il consigliere regionale dott. Antonio Bonasora, don Raffaele Bruno, Referente Regionale dell’associazione, il dott. Roberto Olivieri Del Castillo, GIP del Tribunale di Trani e Renato De Scisciolo, Vicepresidente della Federazione Nazionale Antiracket, che raccoglie il plauso dei presenti e della cittadinanza intera e di quanti hanno il coraggio di schierarsi contro un tipo di cultura malavitosa radicata nella società nonostante le minacce, annunciando che le sue iniziative a favore della legalità continueranno, e continueranno in quel di Terlizzi.

L’obiettivo della cultura malavitosa e della criminalità organizzata infatti, come denunciato da don Raffaele Bruno, è quello di porsi in termini di vero e proprio Stato, e la Puglia non è un’isola felice in questo scenario: anche la nostra regione paga il prezzo di tante vittime innocenti e di tanti bambini vittime della violenza criminale.

Nell’ultima commissione parlamentare antimafia sono state redatte due relazioni, una dell’allora maggioranza di centro-destra e un’altra da parte del centro-sinistra, che hanno rilevato come in Puglia il rischio più alto è quello delle infiltrazioni negli apparati come politica, sanità e imprenditoria, sulla scia dell’esempio siciliano.

Per prevedere una legislazione anti-stato bisogna non cadere nella retorica del film dell’eroe avverso all’anti-eroe: la criminalità non è solo quella frutto del disagio ma è anche quella, ed è la più pericolosa, della potenza e della ricchezza, e nonostante i segnali repressivi efficaci che ci sono stati da parte delle forze dell’ordine e della magistratura mancano dei protocolli d’intesa sostanziali interistituzionali.

C’è bisogno di leggi ma c’è bisogno anche di politiche sociali adeguate “bisogna fare in modo che le nostre condotte quotidiane del governare e del relazionarsi abbiano come obiettivo il bene comune e non il bene di qualcuno”.

Il grido d’allarme lanciato è stato ripreso dal GIP Del Castillo che denuncia una risposta non in linea all’aggressione della criminalità e una continua perdita di funzionalità negli ultimi anni della risposta repressiva della Magistratura e delle Forze dell’Ordine a causa di un rallentamento dei processi di attacco a causa delle leggi varate dal vecchio governo come la legge sulle rogatorie, la legge Cirami e l’Ex-Cirielli.

Legge e legalità dovrebbero essere costituzionalmente legate e le ultime forme di legalità stabilite non sono costituzionalmente sancite e il rischio di trovarsi di fronte ad un ordinamento giuridico ricco di vizi di forma si accompagnerà ad una riforma costituzionale, che se approvata dal referendum, creerebbe una legalità non conforme ad una repubblica costituzionale.

L’obiettivo è la riattribuzione della funzionalità dei processi, evitando le scarcerazioni per decorrenza termini e una fondamentale trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni.

I segnali di risposta a livello regionale, come affermato dal consigliere Bonasora, partono dalla prima legge anti-usura in Italia che la Regione Puglia ha adottato, contro un “cancro” che uccide l’economia e la famiglia ma anche un input culturale per la tutela delle famiglie, dei miti e dei valori diversi attraverso un linguaggio della legalità né moderato né scontato ma gridato e battuto ai giovani, quella generazione che si è affacciata alla partecipazione politica proprio all’alba di quel 23 Maggio.

L’assessore Covolo infatti ha ricordato quegli anni ricchi della narcolessi della partecipazione democratica alla vita cittadina scossa nella piccola comunità di Terlizzi da quell’autobomba di fronte al Palazzo di Città come monito per la città che all’epoca raccoglieva l’on. Nichi Vendola all’interno della Commissione Nazionale Antimafia, come Molfetta aveva assistito sotto gli occhi atterriti all’omicidio del proprio sindaco sul sagrato di chiesa e i tentativi di ridimensionare ciò che succedeva.

Il vero antidoto a tali pericoli è stata la partecipazione come quella che si sta raccogliendo con questo Maggio della Legalità, che vede sterili critiche circa il fatto che a Terlizzi mancano punti eclatanti di criminalità ma che vuole essere più di un semplice strumento di prevenzione, ma “legalità abbinata alla partecipazione”.

Anche il Sindaco esprime l’ottimismo verso questa iniziativa convocata a Maggio per focalizzare l’avvenimento tragico del 23 Maggio, “non c’è legalità se non c’è libertà e valori condivisi come solidarietà e contrasto ai fenomeni malavitosi. Partiamo dalla profonda riflessione sugli ultimi anni nutrendo fiducia nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine ma anche nelle nostre risorse”.

La legalità e la partecipazione sono la nuova frontiera, una legalità che parla di rispetto, democrazia e solidarietà, di sensibilizzazione ai giovani, alla cittadinanza e alle istituzioni.

Terlizzi si è presentata come città simbolo del dialogo e dell’apertura, con una cittadinanza nuova, attiva, consapevole e critica, che si fonda anche sull’attività associativa, come i ragazzi del SER Molfetta invitati al Convegno, per il trionfo della legalità e dell’inclusione sociale della solidarietà.

Come affermato dal dott.Marco Sportelli, “la legalità non è astrazione ma un impegno per moralizzare la vita pubblica e comportarsi in maniera coerente quotidianamente nel rapporto tra vita pubblica e criminalità”.

“Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande”.

L’amara constatazione di Falcone in “Cose di Cosa Nostra” (Rizzoli, 1991) ha raccolto la risposta di una presenza e di una coscienza forte nel corteo susseguito al convegno.

E’ partito dal Palazzo di Città e si è snodato per le vie cittadine, dove, i gonfaloni di Terlizzi, Giovinazzo e Ruvo di Puglia hanno guidato i rappresentanti istituzionali, quelli delle forze dell’ordine, alcune rappresentanti del mondo pugliese dello spettacolo e i presenti alla toccante consegna di una corona di fiori presso i giardini Falcone-Borsellino seguita dal concerto della Municipale Balcanica, alla memoria del sacrificio ancora straziante di quanti hanno sacrificato e continuano a sacrificare le loro vite per  lo Stato.

“Un uomo fa quello che è suo dovere fare,
quali che siano le conseguenze personali,
quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni.
Questa è la base di tutta la moralità umana”
(frase di J.F. Kennedy che Falcone amava citare)

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!