La Cina sbarca a Terlizzi

Nicolò Marino Ceci

Segnali sempre più tangibili di globalizzazione anche nei paesi del Nord-barese

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Negozi “cinesi” nel cuore di Terlizzi. Non è uno spot, un motto nè una frase propagandistica,bensì è la più fresca novità del momento. Non uno ma ben 4 nuovi negozi cinesi nella piccola Terlizzi contadina e floricola.

Proprio così: nel paesino sperduto del nord- barese, è sbarcata la Cina. 20 anni, ma probabilmente anche 10 anni fa, chi avrebbe mai immaginato una cosa simile?

Chi avrebbe mai pensato che potessero nascere negozi cinesi qui, proprio nello stesso posto dove magari qualche tempo fa si attaccavano i cavalli fuori alle proprie abitazioni, usando carretti, aprendo sul marciapiede le mandorle, facendo il vino in mezzo alla strada, neanche asfaltata, ma lastricata da terra sedimentata sotto le pesanti ruote dei carri? E’ sbarcata la globalizzazione.

Insomma, con impressionante naturalezza, anche nel nostro paesino è giunta la Cina, commerciale e imprenditoriale, con tutta la sua spregiudicata forza e il suo prorompente fascino, nei vicoli stretti e antichi, nelle stradine chiuse e anguste, sotto gli archi mistici e religiosi, nelle strade di media percorrenza, nei pressi della villa, dell’estramurale, della torre dell’orologio, di Corso Dante Alighieri.

Dal grande e gigante continente alla minuscola Terlizzi. Globalizzazione: una parola, un insieme di sillabe e di suoni, un pensiero, un’idea, un’enunciazione performativa. L’enunciazione performativa è ciò che non solo dici ma che anche fai, nel momento in cui ne parli, una compenetrazione efficace, completa e integrale, addirittura simbiotica del dire e del fare, del parlare e del concretizzare.

Dunque appena si dice globalizzazione, è proprio lì, in quel momento, in quello stesso istante che essa sta già avvenendo. Ed ecco allora il cellulare giapponese della Nokia, la giacca lavorata a Taiwan, le scarpe prodotte in Indonesia, il corso di Giapponese alla scuola, il negozio cinese dietro casa. E’ incredibile e inquietante la rapidità con la quale questo nuovo fenomeno stia prendendo piede

Incredibile perché inaspettata ma non per questo sgradita, ma anzi ben accetta, inquietante, dato che è avvenuta con una scontata quotidianità e una normale banalità sconcertante, che viaggia molto più velocemente di noi tutti, trasportandoci e trascinandoci con sé, volenti o nolenti.

Una realtà quotidiana globale in virtù della quale questo che è già successo ora è già passato, è già preistoria. La quotidiana realtà globale non era forse andata così veloce qui a Terlizzi, provocando uno scossone muto e sordo a cui molti hanno fatto caso ma di cui pochi se ne sono veramente accorti.

Questa è la cosa inquietante: è già accaduto ma è sembrato quasi silenziosamente e indifferentemente naturale. La constatazione di fatto è che anche a Terlizzi i tempi cambiano e anche molto velocemente.

Questi 4 negozi potrebbero essere l’inizio, così, di una suggestiva trasformazione del nostro paesino, in un prossimo futuro, in una piccola Chinatown, sempre se i nostri turisti-lavoratori “dagli occhi a mandorla”, si troveranno bene e riusciranno a fare buoni affari.

A parte ciò, credo che, comunque, tutto questo favorirà o potrà favorire una maggiore e più spiccata concorrenzialità dei prezzi dei beni e delle cose fino ora dettati e descritti da un piccolo e necessariamente limitato circolo economico.

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