Un “Consiglio Comunale dei ragazzi”

La Redazione

Secondo il Centro Studi Politici “A. Moro”, l’istituzione prevista dall’art.9 dello Statuto Comunale, è una priorità

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Le autorità politiche danno troppo poco spazio ai giovani. Questo è sostanzialmente il sunto della nota che il Centro Studi Politici “Aldo Moro”, nella persona del Presidente Vito De Leo ha presentato all’Amministrazione Comunale terlizzese, accusandola di “ essere rimasta sorda alle proposte indirizzategli dalla consulta delle associazioni del Centro Studi stesso e di tutte le scuole cittadine”.

Si parla tanto di microcriminalità, di babygang, di disoccupazione giovanile. Si chiedono interventi allo Stato, senza che si tenti di arginare il disagio, innanzitutto a livello locale.
 
“Nei bilanci comunali – dice la nota –  non sono stati mai inseriti titoli di spesa specifici per le politiche, nessun assessore ha mai avuto “delega alla gioventù” e il Consiglio Comunale non ha mai dedicato una discussione, magari invitando esso stesso i giovani, su questo argomento”.

L’art. 9 dello Statuto Comunale recita: “Il comune, allo scopo di favorire la partecipazione dei ragazzi alla vita collettiva, può promuovere l’elezione del Consiglio Comunale dei ragazzi. Esso ha il compito di deliberare in via consultiva nelle seguenti materie: politica ambientale, sport, tempo libero, giochi, rapporti con l’ assocciazionismo, cultura e spettacolo, pubblica istruzione, assistenza ai giovani e agli anziani, rapporti con l’Unicef“.

Addirittura, il progetto alla legalità prevede l’esistenza di un Consiglio Comunale dei ragazzi che, quasi la totalità dei Comuni d’Italia e d’Europa hanno adottato, perché ritenuto una priorità. Non sembra tuttavia esserlo per il Comune di Terlizzi, che, pur avendolo inserito nel Piano sociale di Zona, non l’ha messo effettivamente in atto.

La nota quindi, non è una polemica all’Amministarzione Comunale, quanto, piuttosto, un invito a considerare al più presto la rilevanza e l’emergenza del progetto.

In questo senso, il Centro Studi esprime la piena disponibilità a collaborare, sostenendo l’obiettivo comune di combattere il fenomeno crescente della degenerazione del tessuto sociale, puntando, altresì, ad avvicinare i giovani alle Isituzioni, rendendoli attivi “collaboratori”.

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