Parisi presenta “Don Carlo”
Un farmacista tarantino alla ricerca dell'”irraggiungibile normalità”
Ancora una volta il Comune di Terlizzi punta sulla cultura. Venerdì 19 maggio, infatti, alle 19, presso il salone “Mons. Felice de Paù” della Biblioteca Comunale, sarà presentato il romanzo “Don Carlo” di Giovanni Parisi, pubblicato dalla Erreci edizioni.
Alla cerimonia di presentazione, promossa dall’Assessorato per le Politiche di Coesione Sociale del Comune di Terlizzi, prenderanno parte il Sindaco di Tria e l’assessore di Gioacchino Greco, davanti ad una vivace platea di studenti delle scuole terlizzesi.
Si racconta una storia di vita comune: il protagonista è un farmacista tarantino che, dopo il pensionamento, si trasferisce in una dimora di famiglia nella Daunia. Dopo anni dedicati al lavoro, unico obiettivo dell’uomo sarebbe di condurre una vita “normale”, a stretto contatto con la natura. Ma, come ormai spesso accade, questa tanto desiderata normalità sarà difficile da raggiungere e la sua vita sarà complicata da molteplici difficoltà, mettendolo di fronte ad opportunisti e truffatori.
“Don Carlo” , dunque, non è che la storia di un uomo che, davanti all’amara constatazione che il mondo non ama l’uomo ma solo i suoi beni, capisce di poter contare solo su se stesso e sulle proprie forze.
Per tanti anni Preside a Taranto, Giovanni Parisi, non ha mai trascurato l’antica passione di scrivere e di comunicare sin da quando, giovanissimo, scriveva lettere d’amore su commissione o lettere ai giovani del paese che volevano emigrare magari per lavorare nelle miniere di carbone della Svizzera. “Guadagnavo qualche soldo – dice – ma anche commestibili, sigarette, frutta, qualche pezzo di formaggio”.
Molto vasta è la produzione editoriale di Parisi che ha scritto dodici testi tra romanzi e racconti, insieme ad un libro di poesie e a centinaia di articoli.
“Ho raccontato storie verosimili, non fantascientifiche, guardando ed esplorando nel nostro archivio umano, nel tentativo di non essere una monade, ma di contribuire a migliorare la nostra esistenza. Una buona parola che scava è una grande conquista, specie se resta nell’anima e fruttifica”, scrive ancora l’autore.
Nel suo lungo e ricco percorso professionale ed editoriale, Parisi non ha mai dimenticato le sue origini: “quel “campanile della terra natia rimasto nel cuore”, è l’espressione poetica usata per definisce la sua Terlizzi. E, questo, tra gli argomenti di cui si parlerà nella cerimonia di presentazione.
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