L’Italia riparte: intervista a Massimo D’Alema e Gero Grassi
“Promuovere la crescita economica è una sfida che l’Italia deve vincere” sono le parole di Massimo D’Alema, intervenuto ieri sera al comizio organizzato dall’Ulivo a Terlizzi in occasione delle elezioni politiche che si terranno la settimana prossima.
All’evento hanno partecipato anche il candidato terlizzese al Senato Gero Grassi e il sindaco Vincenzo Di Tria.
Dopo l’introduzione, il sindaco ha passato la parola a Gero Grassi che ha dato voce a: “Un Paese che vuole reagire” puntando l’attenzione sulla situazione del Mezzogiorno e criticando le scelte operate dal governo in materia economica e di politiche sociali. Grassi ha parlato poi della sua Puglia e della sua città che, negli ultimi anni, è cambiata da città senza futuro a luogo di insediamenti produttivi e oggetto di risanamento come è successo per l’ospedale e ha colto l’occasione per annunciare i lavori di ristrutturazione che inizieranno tra qualche giorno al “Sarcone”.
E’ intervenuto poi Massimo D’Alema, ex presidente del Consiglio dei Ministri e candidato alla Camera, che ha illustrato il progetto dell’Unione in materia di finanza affermando che: “I risparmiatori e le famiglie italiane non hanno nulla da temere dal centrosinistra, tranne chi non paga le tasse” e ha rilanciato la sfida della promozione di una crescita economica basata sull’impulso ai fattori decisivi dello sviluppo come la ricerca.
Ha proseguito poi con l’analisi della situazione nel mondo dell’istruzione e della controversa Legge Moratti sostenendo che “La leva fondamentale per crescere è investire sulle persone”.
Infine D’Alema ha sottolineato le precarie condizioni del Sud Italia che ha bisogno di essere rilanciato e trasformato da “area sottoutilizzata” a risorsa fondamentale per la nazione e ha proposto l’Unione come grande forza in grado unire il Paese.
Al termine del comizio Massimo D’Alema e Gero Grassi hanno rilasciato una breve intervista ai nostri microfoni di TerlizziLive:
On. D’Alema, i giovani continuano a fuggire dal Sud. Cosa farà l’Unione per riequilibrare il mercato del lavoro?
“Innanzitutto bisogna creare delle opportunità di lavoro. Una delle questioni più serie è che se ne vanno i giovani che hanno studiato anche perché non trovano un lavoro adeguato al loro livello di professionalità perché purtroppo l’apparato produttivo del Mezzogiorno non è ancora in grado di assorbire le professionalità più elevate. Quindi il problema vero è investire in aree di ricerca, innovazione, in nuova imprenditoria ad alta tecnologia perché altrimenti noi rischiamo di avere delle università, anche qualificate, che formano personale altamente qualificato che poi non ha sfogo in un’economia che ancora non raggiunge quei livelli di qualificazione.
Noi abbiamo bisogno non soltanto di un’innovazione di processo nei settori tradizionali ma abbiamo bisogno proprio di nuova imprenditoria che investa nei settori di più alto sviluppo, quelli in cui il nostro Paese è più indietro: elettronica, chimica fine, le cose che mancano all’economia italiana, perché se noi pensiamo di continuare a vincere producendo le scarpe e i vestiti io credo che non ce la faremo, perché in questi settori inesorabilmente la competizione dei Paesi con un costo del lavoro più basso ci metterà in difficoltà”.
Se Massimo D’Alema non fosse un uomo politico ma un comune cittadino, cosa chiederebbe al nuovo governo?
“Gli uomini politici sono comuni cittadini. Io mi sento di chiedere al governo esattamente quello che credo sia nelle preoccupazioni di tutte le persone che, come me, hanno dei figli giovani e la mia maggiore preoccupazione è: in quale paese vivranno i miei figli .
Quindi di offrire loro un Paese più sicuro, nel quale possano realizzare se stessi e, innanzitutto, chiedo al governo di investire sul futuro, di offrire una speranza ai più giovani.
Io credo che questa sia la preoccupazione più grande non solo dei giovani, ma anche delle persone anziane perché anche chi ha realizzato se stesso oramai ha la preoccupazione dei ragazzi. Mi sento partecipe di un sentimento che, credo, sia molto diffuso”.
Candidato G. Grassi, qual è il primo provvedimento che ha in programma, una volta vinte le elezioni?
“La prima cosa da fare sarebbe un provvedimento che recuperi, seppur difficilmente, il passaggio Euro – Lira e incida sui prezzi al consumo dei beni. Penso che nell’economia il governo debba muoversi con molta velocità per agevolare la ripresa”.
Si dice che Terlizzi non abbia una vita culturale intensa. Cosa propone per migliorarla?
“La proposta per migliorare la vita culturale spetta al comune di Terlizzi. In ogni caso io non condivido questa affermazione perché, girando la Puglia, posso dirti che Terlizzi è una città culturalmente e imprenditorialmente molto vivace e penso che questo lo si possa vedere ultimamente in una ripresa dell’occupazione e dello sviluppo in un comune che sta facendo grandi sacrifici perché qui ci siano insediamenti che ci diano occupazione e ci sia anche il recupero di “monumenti nel deserto” come la Pinacoteca De Napoli, il Palazzetto dello Sport, il mercato dei fiori, che daranno a questa città una dimensione di città civile e aperta”.
Continua la fuga di cervelli dall’Università di Bari. Ha proposte per rivitalizzare l’istruzione pugliese?
“Il problema dell’istruzione, come quello dei trasporti, è che questo governo ha tagliato i fondi. Dall’università le persone scappano perché i ricercatori non vengono pagati e ci sono ricercatori che sono precari da cinque anni. Bisognerà creare intorno a Tecnopolis, allo IAM, all’Università di Bari, creare una cittadella della cultura che, con i soldi del governo, dia la possibilità di investimenti nel settore tecnologico e della ricerca scientifica, perché il Sud non sia soltanto canzoni napoletane ma sia soprattutto innovazione, perché dall’innovazione vengono fuori lo sviluppo e l’occupazione”.
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