Angela: “Dopo aver denunciato gli usurai si ricomincia a vivere”
Nel salone “de Paù” della biblioteca comunale si è tenuto un incontro organizzato un incontro organizzato dalla sezione terlizzese della Fidapa dove si è parlato di “Donne e legalità”.
Erano presenti una delegazione del coordinamento provinciale antiracket e dei vertici nazionali della Fai (Federazione Antiracket).
L’incontro è ruotato intorno alla toccante testimonianza di Angela, una quarantenne, madre di due bambini, che da anni sta lottando per riconquistate uno spazio all’interno della società dopo aver denunciato i suoi aguzzini ed aver perso marito, casa ed ogni forma di sostentamento.
Afferma Angela: “Dopo aver denunciato gli usurai si ricomincia a vivere. Fate anche voi quello che ho fatto io per riprendervi la vita”.
Poi, il vice-presidente nazionale della Federazione italiana antiracket, il terlizzese Renato De Scisciolo, ha tracciato un quadro del problema-racket nel sud-Italia ed in provincia di Bari.
“La Puglia è ai primi posti della classifica nazionale delle regione colpite da racket ed usura. Molte aziende sono costrette a chiudere anche nella nostra regione anticipando che la legge regionale in corso di approvazione rappresenta uno strumento in più per aiutare le vittime di racket ed usura”.
Infine sono intervenuti l’avvocato Maurizio Altomare, il commercialista Girolamo Lapendola (entrambi componenti dell’Associazione provinciale antiracket antimafia), l’assessore comunale alla legalità Roberto Covolo, il sindaco di Terlizzi Vincenzo Di Tria e la presidente della locale sezione della Fidapa Luciana Graziano che ha presentato l’evento ed ha moderato l’incontro-dibattito.
L’unica arma di chi è vittima dell’usura, è la denuncia ed ha concluso l’avvocato Altomare: “Il pizzo è la tassazione della criminalità che tende a creare uno Stato parallelo per conquistare il controllo del territorio e con effetti distorsivi dell’economia legale. Un tumore che agisce in silenzio e riduce sul lastrico commercianti ed imprenditori”.
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