Un paese più sicuro
“La materia “sicurezza” si è un po’ complicata. Anche se siamo dalla parte delle istituzioni la nostra attività di garanzia della sicurezza, non è delle più semplici”. C’è infatti un doppio e spesso velo di omertà che mistifica, nasconde, protegge, incornicia il mondo del sommerso, il mondo dell’illecito e dell’anti-giuridico.
“Il problema di fondo è che non c’è fiducia tra cittadino e istituzione-Stato e ciò porta a tacere, a far finta di nulla, a non denunciare quando ce ne sarebbe il bisogno,” a non farsi carico delle responsabilità che derivano da una sana coscienza civile e legale. E’ questa la premessa che ci porta immediatamente al cuore del problema e della nostra cittadina.
Nella conferenza “un paese più sicuro”, infatti, tenutasi a Terlizzi Martedì 14 Marzo e organizzata dal circolo della Margherita terlizzese “Lelluccio De Scisciolo”, nella quale sono intervenuti, tra gli altri,il vicesindaco Mario De Leo, Manlio D’Amore, Direttore Metronotte e non ultimo l’onorevole Giannicola Sinisi, Candidato al Senato per la Margherita, è emerso che Terlizzi ha un quadro di dati, inerenti alla pubblica sicurezza, scoraggianti e, per certi versi, incoraggianti.
Nel 2005 ci sono stati 28 furti nelle aree rurali, 183 furti di auto, 4 scippi, 32 borseggi, 138 furti di cellulari, motorini e simili, 9 arresti per stupefacenti, 79 denuncie a piede libero, 20 tossicodipendenti denunciati. “Siamo poco sotto la media” nel senso che, confrontando Terlizzi con paesi con una popolazione maggiore come Bitonto e Ruvo, abbiamo mediamente un numero inferiore di reati.
“I furti di auto sono poi un capitolo a sé, dato che il 50% delle auto viene recuperato grazie alla tangente”: segno che vi è un apparato malavitoso che in questo modo prospera e si arricchisce. Questa la radiografia del nostro paese ma ciò che più ci deve interessare è che alla base vi è una “educazione latente”, una scarsa predisposizione a sfavorire e ostacolare certe realtà illecite.
Occorre prevenzione: solo con la prevenzione possiamo arginare un fenomeno che è di per sè preoccupante e inquietante, limitando e castrando queste tristi e squallide realtà. “E’ la 3° volta che vengo in questo partito. Mi avete invitato a parlare di un tema che è a me molto caro e che mi appassiona particolarmente anche perché penso che oggi il politico deve conoscere la sua città nel suo complesso.
Sicurezza, ordine e disciplina sono temi che si coniugano con la destra e con il manganello. Sto parlando di una sicurezza intesa come repressione del singolo e delle sue facoltà, una sicurezza che si radica e si sviluppa prescindendo dalla sua qualità, una qualità che ignora e anzi calpesta i diritti umani.
Il ventennio fascista si è così caratterizzato e si è basato su continui rastrellamenti e arresti a piede libero pur di mantenere ordine e prevenire, eccessivamente, ogni possibile tentativo di metterlo in discussione. Nonostante ciò sono passati ormai 200 anni dalla famosa Dichiarazione di Indipendenza firmata dai coloni americani in cui la sicurezza si fonda e si basa integralmente sulla salvaguardia dei diritti umani, sacri, inviolabili, assoluti.
Così come il filosofo Karl Popper raccomanda di programmare la nostra sicurezza e libertà, noi dobbiamo cercare di costruire e riprogrammare la sicurezza in funzione della stessa libertà: sicurezza della e nella libertà e non sicurezza della repressione. Il centrosinistra può garantire questa libertà e fortunatamente oggi, la violazione della sicurezza non è più una questione tra cittadino e istituzione ma è un delitto universale.
La ricetta per raggiungere tutto ciò? Dobbiamo riordinare il nostro splendido apparato di polizia e vigilanza, che possa funzionare 24 ore su 24, specialmente la sera e la notte, visto che la sera e la notte accadono tantissimi reati. Nel nostro piccolo dobbiamo poi impegnarci tutti nella prevenzione: sicurezza come partecipazione popolare e collettiva così da creare un surplus di sicurezza.
Concludo il mio intervento citando Giovanni Falcone, mio maestro, che mi disse: ’ciascuno faccia il suo dovere’; per sconfiggere la mentalità malavitosa basta un esercito, ma di maestri elementari. Spero di aver trasmesso qualche imput, Questo paese ha bisogno di essere più tranquillo e più sereno”( Giannicola Sinisi).
“Il tuo contributo può sembrarti terribilmente insignificante ma è straordinariamente importante che tu lo faccia” (M. Gandhi).
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