Il taekwondo di Terlizzi stupisce la Capitale
Due bronzi per gli atleti guidati dal maestro Antonello Gesmundo
Dopo gli ottimi piazzamenti raggiunti al campionato internazionale di taekwondo a Tubingen in Germania, gli atleti sedicenni Giorgio Cortese (cintura blu) e Francesco Gesmundo (cintura mezza nera) hanno conquistato entrambi la medaglia di bronzo nella categoria –73kg al 1° trofeo “città di Roma”, svoltosi nella capitale il 12 febbraio presso il centro Sportivo UNIVERSAL CLUB in via Cesare Battisti 133 a MORLUPO (30.500 Km della via Flaminia), la G & C Events in collaborazione con il TaeKwondo Mattei Accademia Roma 1992.
Al trofeo gli atleti guidati dal maestro Antonello Gesmundo della palestra Planet Gym hanno raggiunto il podio durante la manifestazione che ha visto coinvolti oltre 300atleti.
Orgoglioso del lavoro dei suoi il maestro Gesmundo che loda l’impegno e la disciplina dei due, che insieme alla dodicenne Sara Gesmundo parteciperanno domenica alla selezione per la squadra provinciale con ottime prospettive.
Il Tae Kwon Do, metodo di combattimento di antica origine coreana, veniva praticato sin dal 1° sec. a.C. come arte marziale ma si è affermato come disciplina sportiva di combattimento nella seconda metà del XX secolo, distinguendosi dagli altri sport marziali per la particolare efficacia, dinamismo e spettacolarità delle sue tecniche di gamba (calci circolari ed in volo, calci multipli) ma praticare il Tae Kwon Do non significa andare in palestra per tirare i così detti quattro calci, per rispettare il significato di questo termine, significa anzi tutto, riflettere sui principi di base di questa disciplina quali cortesia, pazienza, spirito indomito, lealtà e autocontrollo.
Il legame tra l’antica arte marziale e la sua terra d’origine viene simboleggiato dalla stesa bandiera sudcoreana (vedi fotogallery), dove vengono rappresentate ai lati del cerchio rappresentante gli opposti Yin e Yang le stesso “forme” del Tae Kwon Do.
Le “forme” o “Poom Se”, sono dei movimenti prestabiliti di attacco e di difesa portati contro uno o più avversari immaginari. I “Poom Se”, sono quindi una forma di combattimento in solitario, grazie alla quale si possono imparare le varie tecniche di difesa e di attacco del Tae Kwon Do senza l’aiuto di un compagno con il quale allenarsi.
Grazie ai “Poom Se” il praticante di Tae Kwon Do può sviluppare alcune doti fondamentali come la velocità, l’agilità, la coordinazione nei movimenti, il controllo della respirazione e la scelta dei tempi. I “Poom Se” sono 8 esattamente come sono 8 i trigrammi su cui si basa l’oracolo cinese de L’I KING, “Il libro dei mutamenti”.
I trigrammi sono l’insieme di tre linee, continue o spezzate, attraverso le quali vengono rappresentati gli 8 elementi fondamentali che costituiscono l’esistente. La linea spezzata rappresenta lo Yin (l’assenza di moto), mentre la linea continua rappresenta lo Yang (la presenza di moto).
Gli 8 trigrammi, vengono chiamati “Pal-gwe” (generalmente tradotto come “le 8 forze dell’universo”), così come vengono chiamati “Pal-gwe” gli 8 “Poom Se” del Tae Kwon Do.
Nella bandiera coreana, lo Yin e Yang sono rappresentati dal cerchio centrale rosso e blue che in coreano viene chiamato Taeguk (un nome che viene attribuito spesso alla bandiera stessa).
La bandiera coreana è costituita così da tre parti principali:
•Lo sfondo bianco che simboleggia la pace.
•Il cerchio blue e rosso, Taeguk, che rappresenta il contrasto e l’armonia universale sulla base dei concetti di Eum (il blue) e Yang (rosso) , Yin e Yang filosofia centrale de L’I KING (Yeok in coreano).
•I quattro trigrammi (Kwen in Coreano), ai lati del cerchio, rappresentano 4 degli elementi che costituiscono l’esistente: in alto a sinistra abbiamo il cielo, in alto a destra l’acqua, in basso a sinistra il fuoco, infine in basso a destra abbiamo la terra. Come è facile notare i 4 trigrammi descrivono elementi in opposizione tra loro e la loro disposizione sottolinea questo concetto.
Il Tae Kwon Do viene perciò insegnato e praticato al di là dell’agonismo, ma come e vera e propria filosofia della disciplina e dell’equilibrio, come testimoniano gli insegnamenti del maestro terlizzese, che raccoglie sempre più iscritti ai suoi corsi.
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