Le città possibili

Nico Andriani

Inaugurata la piccola libreria “Le città invisibili”

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Entrati nella libreria Le Città Invisibili la prima cosa che colpisce è il libro omonimo di Italo Calvino dal quale prende spunto poggiato in maniera quasi casuale sul bancone.

La piccola libreria di Marina Santeramo inaugurata il 28 gennaio, sita in Largo La Ginestra 14, infatti si rifà alla città di Tecla, laboratorio continuo di nuove ricerche ed esperimenti i quali sono fonte di felicità.

“Tecla” è il nome di una delle tante città immaginarie descritte da Italo Calvino e, come se si trattasse della tela di Penelope, non arriva mai alla sua conclusione, una città di cui poco si vede, e i cui abitanti sono impegnati in un’opera di incessante costruzione; una città che suscita numerosi interrogativi e fornisce una sola risposta:

Chi arriva a Tecla, poco vede della città, dietro gli steccati di tavole, i ripari di tela di sacco, le impalcature, le armature metalliche, i ponti di legno sospesi a funi o sostenuti da cavalletti, le scale a pioli, i tralicci. Alla domanda: – Perché la costruzione di Tecla continua così a lungo? – gli abitanti senza smettere d’issare secchi, di calare fili a piombo, di muovere in su e in giù lunghi pennelli. – Perché non cominci la distruzione, – rispondono. E richiesti se temono che appena tolte le impalcature la città cominci a sgretolarsi e a andare in pezzi, soggiungono in fretta, sottovoce: – Non soltanto la città.
Se, insoddisfatto delle risposte, qualcuno applica l’occhio alla fessura d’una staccionata, vede gru che tirano altre gru, incastellature che rivestono altre incastellature, travi che puntellano altre travi. – Che senso ha il vostro costruire? – domanda. – Qual è il fine d’una città in costruzione se non una città? Dov’è il piano che seguite, il progetto?
– Te lo mostreremo appena termina la giornata; ora non possiamo interrompere, – rispondono.
Il lavoro cessa al tramonto. Scende la notte sul cantiere. È una notte stellata. – Ecco il progetto, – dicono.
(I. Calvino, Le città invisibili)

Il primo pubblico al quale fa riferimento è quello dei bambini, a partire dal patrimonio librario che offre, verso i quali inoltre creare contatti e possibilità di ritrovo, ma il cerchio si allarga e include qualsiasi fascia di età, includendo gli adulti stessi; oltre all’offerta libraria, per un’altra settimana, al suo interno è possibile visitare infatti la mostra fotografica “Le città invisibili” di Alfredo Giangaspero e tanti sono i laboratori connessi all’attività di questo centro, che si sono susseguiti a partire da quest’estate, e che continueranno nel corso dei mesi (x informazioni è possibile contattare il 3484461468):

• disegno con Giuseppe Mortello
• recitazione con Michele Santeramo
• chitarra con Tommaso Cioce
• percussione con Michele Lusito
• basso elettrico con Berardino Rubino
• giocoleria con Renato Campana e Nicolò Vallarelli
• narrativa interattiva con Saverio Dello Russo
• danze popolari con Benedetta Lusito
• chitarra elettrica con Emanuele De Lucia
• lettura con Giorgio e Teresa

“Ma allora perché la città? Quale linea separa il dentro dal fuori?”
In un piccolo e accogliente luogo come quello della libreria, è possibile creare quasi un rapporto familiare tra i bambini che possono seguire i vari corsi e ritrovare meraviglie perdute durante i pomeriggi passati davanti ai programmi televisivi, seguendo le letture animate, riscoprendo il piacere della lettura che è creazione continua, e stupendosi di quanta allegria e invenzione è capace l’immaginazione, superando il semplice incontro occasionale pomeridiano e perseguendo il senso dello sviluppo sostenibile, il bisogno di coltivare e “costruire” la lettura per essere fonte di qualcosa di nuovo, che vada oltre una città invisibile e realizzi ciò che è la città possibile.

Una città a misura del bambino e del ragazzo che sono gli obiettivi che in centri come la città di Fano l’amministrazione ha raggiunto felicemente finalizzando la realizzazione di un laboratorio permanente di partecipazione del bambino.

I bambini che saranno i ragazzi e gli uomini si trovano nel nuovo millennio a potersi sentire parte di un gruppo capace di dire la propria, lo stesso obiettivo che persegue il parlamento internazionale dei giovani che dal 15 al 22 febbraio si incontrerà a Molfetta all’insegna di No more gaps, per superare i pregiudizi e le barriere che creano coloro che ci affidano un mondo da riparare e ricostruire invece che permettercene un felice inserimento.

Il pregio della libreria Le città invisibili nella sua opera di promozione della cultura è quello di contribuire nel riuscire a far sentire parte i bambini e i ragazzi di qualcosa di buono che potrà davvero migliorare il mondo, a partire dalle nostre città, seguendo l’esempio di altri centri ludico-culturali per l’infanzia come Macondo, e di eventi come la Festa dei Lettori tenutasi in Piazza a fine settembre, e il progetto “la città dei bambini e dei ragazzi” che, attraverso i percorsi del gioco, del libro, del cinema, della musica e del teatro hanno animato l’estate terlizzese 2004 presentandosi come palestre di esercizio al diritto e alla partecipazione a discapito di un mero scimmiottamento del mondo degli adulti, offrendo dei prerequisiti per partecipare attivamente alla vita cittadina.

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