Scianatico: La ciambella col buco

Cristina D’Elia
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Ricetta difficile da realizzare, quella che coinvolge la società barese e i cittadini terlizzese riguardo l’esistenza del laterificio a ridosso del centro abitato nella città dei fiori e che ha visto purtroppo tante ciambelle riuscire deformate o addirittura senza il famoso buco.

Un caso che ha avuto una svolta proprio il giorno 13 dicembre quando il Sindaco Ing. Vincenzo Di Tria e il legale rappresentante della società Ing. Canio Scianatico hanno finalmente imparato a cucinare, ovvero hanno sottoscritto un accordo bilaterale che prevede lo studio di un progetto di delocalizzazione dell’azienda da portare a termine in tre mesi per poi dare inizio ai lavori di trasferimento dell’impianto.

Il Laterificio Pugliese S.p.A. opera a Terlizzi fin dagli anni ’30 producendo solai e laterizi e divenendo, nel tempo, azienda leader a livello europeo nella produzione di mattoni esclusivi e impiantando filiali in Spagna e in Albania.

L’azienda è situata in viale dei Lilium, una zona che, al momento dell’apertura della ditta, non era abitata se non da topolini di campagna e da cani randagi. Col passare del tempo però l’espansione edilizia ha raggiunto anche quei luoghi e ha circondato l’industria subendone anche i poco graditi olezzi non sempre innocui.

Da allora i rapporti fra i cittadini e la società sono andati surriscaldandosi fino a bruciacchiarsi: gli uni difendevano il loro sacrosanto diritto a non respirare i fumi malsani prodotti dalla lavorazione dei mattoni, gli altri sostenendo la propria correttezza. Difatti le emissioni di scarico dell’industria sono state subito adeguate alla normativa antinquinamento.

Nella questione sono intervenuti partiti politici, associazioni di categoria e circoli culturali e ambientalisti per cercare di risolvere il problema dell’inquinamento ma la puzza di bruciato andava aumentando sempre di più. Ai documenti e alle manifestazioni la società rispondeva con controlli che assicuravano le emissioni al di sotto del limite consentito.

Poi, alla fine, l’ingrediente miracoloso si era prospettato all’orizzonte: la delocalizzazione.
Tale soluzione infatti sarebbe opportuna per salvaguardare la salute dei cittadini
e anche per permettere un’eventuale espansione dell’azienda.
Tuttavia finora la strada non è stata certo comoda e i tempi di cottura non erano esatti. Gli interessi alla delocalizzazione da parte del comune non incontravano quelli dell’azienda: profitto e benessere pubblico non andavano affatto d’accordo, tanto che la situazione era rimasta congelata riaccendendo malumori vecchi e nuovi.

Ma la volontà di trovare un’intesa attraverso il dialogo è andata avanti e ha portato alla sottoscrizione di questo accordo che mette insieme tutte le parti in causa attorno al tavolo delle trattative. La società Laterificio Pugliese S.p.A. non si è sottratta al confronto con la cittadinanza e si è impegnata, insieme all’Amministrazione del Comune di Terlizzi, a costituire un tavolo di lavoro composto da tre tecnici (un ingegnere, un avvocato amministrativista e un economista) indicati dall’Amministrazione e altrettanti indicati dalla società per valutare, nel giro di tre mesi, le possibilità di trasferimento dell’impianto di produzione.

Il documento da essi prodotto ha ottenuto l’approvazione del Consiglio Comunale nella seduta del 26 Gennaio scorso e beneficia della garanzia del Presidente della Regione Puglia, On. Nichi Vendola. Nei prossimi dodici mesi sarà redatto il progetto del nuovo complesso industriale.
Un evento storico quindi, che riesce a trovare concordi per la prima volta interessi diversi nel comune obiettivo della delocalizzazione come risorsa per tutti.

La ciambella è riuscita col buco, questa volta sembra proprio che sia i cittadini che il mondo dell’industria potranno assaporare il frutto di un lavoro ben fatto e aprire la strada a nuove gustose ricette mescolando insieme il benessere della gente e lo sviluppo sostenibile che tanto fa bene al nostro Sud.

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