Il giorno dove tutto cambiò

Nico Andriani

La mostra fotografica “Io c’ero” per ricordare le proteste contro il piano di riordino Fitto

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La mattina del 13 Gennaio del 2003 la città di Terlizzi si svegliò carica di rabbia e carica di voglia di giustizia. Un simbolo del paese era stato rubato dalle proprie mani in maniera ingiusta e senza nessuna cognizione di causa, se non per ragioni puramente politiche e ragionieristiche. L’ospedale Michele Sarcone, elemento della stessa identità del paese, era caduto vittima del piano di riordino ospedaliero firmato dall’allora governatore della Regione Puglia Raffaele Fitto e i suoi reparti, tra cui quello di Ginecologia rinomato a livello nazionale, dislocati a Corato, riducendo Terlizzi a semplice poliambulatorio.

Nella piazza di Terlizzi scese un paese intero, scesero 30.000 cuori e 30.000 teste e non scesero sole. Scesero insieme agli altri paesi pugliesi accorsi e accumunati dalla reazione all’arroganza e alla chiusura di Fitto. 
Da Terlizzi partì un movimento di reazione e di risveglio di coscienza che culminò con la vittoria del centrosinistra e del candidato terlizzese, quasi fosse il simbolo stesso di quel nuovo vento partito dal nostro piccolo centro, Nichi Vendola.
Quel giorno è stato immortalato dagli scatti del fotoclub “T.Grasso” e sono stati esposti nella Camera del lavoro-CGIL di Terlizzi alla presentazione della mostra Io c’ero, per ricordare quel giorno storico per tutto il paese.

All’inaugurazione erano presenti il sindaco Vincenzo Di Tria, il segretario generale della Cgil-Puglia Domenico Pantaleo ed il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.
La mostra fotografica è stata presentata dal coordinatore della Camera del Lavoro-Cgil di Terlizzi Flavio Omobono, alla presenza degli accorsi e delle donne che coraggiosamente presero parte al comitato dei cittadini e rimasero notte e giorno a vegliare sul destino dell’ospedale, lasciando nella memoria di tutte indimenticate scene di solidarietà e commovente spirito di appartenenza al paese e ai suoi simboli.

Il sindaco di Tria ha ricordato come questa città abbia dato un impulso per il cambio di rotta e per la riprogrammazione di tutta la Puglia. la manifestazione fu una spinta di popolo quando, come ricordato da Omobono, non sembrava affatto facile riuscire a radunare tanta gente in piazza.
Terlizzi ha sofferto la sottrazione violenta dei vecchi reparti, e reclamando un’offerta sanitaria competitiva, è stato il punto di partenza di una nuova sensibilizzazione e della costruzione di un nuovo servizio sanitario, di un nuovo bacino e di una nuova forma di strutturazione del territorio, che è approdata alla creazione della nuova ASL BA/2.

La fase che si apre adesso è una fase nuova eppure difficile, e l’amministrazione garantirà una nuova carica tramite il sindacato, certa che le scelte politiche potranno andare nella direzione giusta.
Il Presidente Nichi Vendola ha ricordato come in questa sede, sede di risa e pianti, quel giorno il paese dimostrò come “non stavamo urlando perché ci avevano calpestato un callo”.

Terlizzi fu la punta avanzata di un sentimento che la sanità non fosse una merce e che gli ospedali dovessero avere al centro i diritti degli ammalati, il piano Fitto fu uno schiaffo, e facendosi scudo dell’esigenza di tagliare dei rami secchi, finì per tagliare i rami più floridi dell’azienda sanitaria pugliese, e quel giorno politica e sindacato aiutarono a vivere la battaglia in modo maturo, facendo crescere il paese stesso.

La fotografia attuale della sanità continua ancora adesso ad essere drammatica</strong>; fuori dagli ospedali non esistono servizi socio-assistenziali, e  l’esigenza di combattere questo deserto è quello di promuovere la salute nel territorio: la Puglia è tristemente all’anno zero dell’assistenza domiciliare e bisogna fare grandi passi avanti per farsi vicini a categorie svantaggiate quali quelle degli anziani, dei disabili e dei tossicodipendenti.

Le ASL sono “animali che sfuggono a qualunque controllo, sistemi di potere paralleli, delle piccoli piramidi inabissate che bisogna tirare fuori dalla palude e controllarle, non in ambito politico ma lasciando la parola ai cittadini”.
In chiusura del suo intervento il Presidente ha voluto rispondere alle vergognose accuse di “trionfo del campanile” che si starebbe perpetrando nei confronti di Terlizzi da parte dell’ex governatore Fitto, riprendendo invece l’esigenza di rifare il riordino ospedaliero per tutta la Puglia, capire le risorse e decidere dove e come distribuirle.

Il diritto alla salute deve essere di tutti e bisogna far crescere l’idea di rivoluzione nell’organizzazione della salute in Puglia: tra qualche giorno infatti la Puglia sarà la prima regione del sud a disporre di due macchine PET, che nel giro di pochi anni dovrebbero crescere fino a 8, oltre a 12 nuove unità TAC per combattere e abbattere le liste di attesa, dopo aver eliminato il pagamento ticket.

Domenico Pantaleo, in qualità di segretario generale CGIL-Puglia era presente come simbolo di quel movimento, che fu il punto di riferimento della protesta come organizzazione sindacale che non aveva accettato il riordino presentato dalla giunta di centrodestra.
Il 13gennaio 2004 quel grande movimento di popolo che si riversò nelle strade era segno del bisogno di cambiamento delle politiche sanitarie e generali, in conflitto con la mancanza di dialogo e di confronto da parte della giunta Fitto, garante dei propri interessi piuttosto che di quelli della collettività.

La lezione che è derivata da quel giorno è una nuova idea di partecipazione politica dove i cittadini devono poter sentire di collaborare e ai politici spetta il compito di dare una risposta, di far contare</strong>; l’unica vera chance di vittoria e di cambiamento della rotta nazionale è quella di ripartire dagli umili e dalle sfere basse della società, quelle ancora inascoltate.

Nel frattempo la nuova amministrazione può continuare a seguire la sua giusta nuova rotta in ambito sanitario, portando avanti la politica degli investimenti, far ripartire un servizio 118 realmente esistente e presente, riprendere una politica di assunzioni mirata, combattere la precarietà del servizio infermieristico, obiettivi che si auspica anche il nuovo direttore generale della ASL BA/2 Rocco Canosa, che ha assicurato come nel giro di pochi mesi sarà tutto cantierizzato, e come i soldi nelle casse delle ASL ci siano sempre stati solo che non erano mai stati spesi; in due mesi sono stati spesi ben 4milioni di euro, cifra mai sostenuta negli anni passati in ambito sanitario dal vecchio governo regionale, impegnato nel favorire le strutture e i servizi privati piuttosto che garantire il rispetto del diritto alla salute di tutti i cittadini.

A fine giornata è stato possibile fermare il Sindaco Di Tria per ricordare i giorni di quella lotta:
– qual è stato il significato del comitato dei cittadini in funzione del secondo piano di lotta portato avanti in ambito politico?
Il nuovo riordino ospedaliero è figlio della vittoria del comitato, che fu il vero motore della vittoria del centrosinistra alle elezioni regionali e ha significato una nuova forma di sensibilizzazione verso la politica e da parte della politica verso la cittadinanza che ha cominciato a far sentire la sua voce.

– Terlizzi ha vinto una battaglia, ma da anni ne sta combattendo un’altra che sembra stia dando i suoi frutti, è di giorni la notizia di un protocollo d’intesa sottoscritto con i vertici del Laterificio pugliese per la dislocazione dello stabilimento, quali saranno gli sviluppi che il paese si auspica?
Finora si è dimostrata la piena disponibilità a una riflessione vera e ad uno sviluppo delle possibilità urbanistiche e finanziarie per il paese intero. Si sono fatti notevoli passi avanti e questo è un dato di pregio: i vertici del Laterificio si sono dimostrati disponibile non solo alla delocalizzazione ma anche alla creazione di una nuova struttura che sia beneficio per tutto il territorio, dove le aziende floricole e ceramiche possano godere della cascata energetica garantita dal nuovo impianto.

La prossima risposta che si aspetta è quella del Consiglio Comunale, dove siamo aperti ad ogni forma di integrazione ma si spera non ci siano stravolgimenti.

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