Terlizzi: alto rischio d’inquinamento delle falde

La Redazione
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Ieri, nel corso di una conferenza stampa, dell’assessore regionale all’ecologia, Michele Losappio, di quello alle opere pubbliche, Onofrio Introna, e di quello all’agricoltura, Enzo Russo, è stata presentata una vera e propria mappa dei luoghi dove in Puglia è alto il rischio di inquinamento delle falde e dei terreni da nitrati usati in agricoltura.

Tra le zone più danneggiate vi è un’ampia area che riguarda il Comune di Terlizzi (Bari) e la produzione di fiori. Gli assessori si sono incontrati con i giornalisti per illustrare un provvedimento, elaborato dalla struttura alle opere pubbliche in collaborazione con gli assessorati all’ ambiente e all’ agricoltura, approvato nell’ultima seduta di giunta.

Con il provvedimento si rispetterà una direttiva comunitaria che la Regione aveva finora disatteso e che prevedeva la perimetrazione delle zone dove è alto il rischio di inquinamento di nitrato a causa dei prodotti utilizzati in agricoltura e in zootecnia. Il documento mira appunto a protteggere le acque dall’inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole.

“È un provvedimento – ha spiegato l’assessore Introna – che coinvolge le politiche dei tre assessorati e ha evitato alla Regione Puglia di incorrere a delle sanzioni della comunità europea. Con questo atto avviamo un’attività che ci permetterà di disciplinare e monitorare l’uso corretto dei fertilizzanti in agricoltura, e questa fase di studio dovrà completarsi entro il 31 dicembre 2006″.

“Siamo di fronte – ha dichiarato l’assessore Losappio – ad una normativa comunitaria del 1991 e recepita dal Governo con un decreto legislativo nel 1999. Questa legge prevede l’impegno da parte dell’Ente Regionale di un monitoraggio dei territori agricoli per verificare se l’uso e l’abuso dei fertilizzanti ha creato forme di inquinamento nella falda acquifera. La Regione in questi 14 anni se l’è presa comoda, fino a quando l’Unione Europea ha aperto una “procedura d’infrazione” che avrebbe creato, oltre al pagamento di grosse sanzioni, anche il blocco dei finanziamenti comunitari in materia di agricoltura”.

“Ma i compiti per la Regione Puglia – ha concluso l’assessore Losappio – non sono finiti. Adesso occorrerà innanzitutto redigere entro il 31 dicembre 2006 un “Programma d’Azione” che contenga i periodi di divieto di spandimento di fertilizzanti, la capacità di stoccaggio per effluenti allevamento e le limitazioni dell’applicazione al terreno di fertilizzanti secondo il ‘Codice di Buona Pratica Agricola’, e successivamente predisporre un controllo e un monitoraggio rigoroso per i prossimi quattro anni”.

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