Gesù bambino nasce a Terlizzi

Cristina D'Elia

Grande successo per il presepe vivente organizzato dall’Azione Cattolica con il patrocinio del Comune

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Terza edizione del presepe vivente terlizzese pensato e realizzato dagli aderenti all’Azione Cattolica delle parrocchie Concattedrale e S. Maria della Stella insieme ad alcuni esperti con il sostegno del Comune di Terlizzi.

L’evento si è svolto il giorno 25, 26 e si ripeterà il 6 gennaio con l’arrivo dei Re Magi. La location è quanto di più caratteristico si possa trovare in un paese pugliese: il centro storico che avvolge la chiesa Concattedrale con le sue viuzze e piazzette già restaurate o ancora da riscoprire.

Il percorso copre Largo S. Maria, via Superba, via V. Angarano, via Pozzo Marango, via Fratelli Bandiera con numerosi quadretti che ricostruiscono l’ambiente di una Betlemme d’altri tempi. Lampioni spenti per far posto a fiaccole e bracieri che illuminano i pastori con le pecore, i maiali le galline e i conigli, la paglia e l’aratro. Il mercato, rumoroso e colorato di frutta e verdure, la taverna all’aperto con il fumo e gli odori dei viottoli arabi di una realtà passata eppure sempre presente nell’immaginario natalizio.

I fabbricanti di mattoni e il vasaio impastano l’argilla e i fabbri battono i martelli sull’incudine mentre le donne friggono le frittelle preparate lì accanto. I romani sorvegliano la piazza ma sotto l’arco le danzatrici agitano i loro veli sulle note di suoni orientali e poco più in là le lavandaie vicino al pozzo di pietra proprio accanto alla capanna.

Maria e Giuseppe con il bambino e i pastori, due asinelli e il bue sotto i poveri teli di fortuna messi su perché non c’era posto per loro nella locanda. Tutto è ricreato alla perfezione come fosse la scena di un film con il profumo delle candele e il calore della nostra città.

Impegnativa eppure efficace l’organizzazione di questo presepe vivente 2005 che ha richiesto numerosi incontri preparativi e manodopera per l’allestimento di ciascuna scena con la scelta degli oggetti: carretti, brocche vasellame antico, in gran parte messi a disposizione dal Museo della Civiltà Contadina locale, oltre alle stoffe e alle palme utilizzate per “antichizzare” l’ambiente.

Ma il presepe è “vivente” proprio perché sono le persone a rappresentarlo. A fare da figuranti sono i ragazzi di Azione Cattolica delle parrocchie Concattedrale e S. Maria della Stella oltre al Gruppo Famiglia della Concattedrale che ha avuto un ruolo fondamentale anche nella gestione dell’evento insieme a Franco Tricarico, Gianna Spada, Vincenzo Mastrorilli e Irene, Stefano e Paolo Pagano della parrocchia S. Maria della Stella.

“Difficoltà non ce ne sono state anche perché il presepe è stato patrocinato dal Comune di Terlizzi, quindi abbiamo avuto molto aiuto dall’assessore ai Servizi Sociali, afferma Cosimo D’Aniello dello staff organizzativo, abbiamo voluto far vedere che nella Terlizzi antica si può anche pensare al Signore e alla nascita di Gesù Bambino”.

Un evento così curato e suggestivo comporta però numerosi sacrifici, infatti Franco Tricarico sostiene che: “L’organizzazione comporta una fatica immane. L’ultima sera dopo aver finito ci viene voglia di non ritornare più, però un secondo dopo ci passa subito perchè siamo contenti del lavoro fatto e ci viene voglia di ricominciare. E’ un modo di impegnarsi per il Natale, io cerco di fare questo presepe ogni anno e penso che fino adesso sia venuta fuori una bella manifestazione. Spero che ogni anno si possa ripetere così da diventare un appuntamento che possa attirare gente anche da fuori Terlizzi”.

Entusiasmante l’intento di promuovere la scoperta del centro storico terlizzese: “Molte strade e palazzi del centro storico sono abbandonati a se stessi e questo è un modo per far conoscere questi luoghi ai cittadini terlizzesi” aggiunge Tricarico.

Tuttavia il presepe non è solo la rappresentazione della natività ma momento aggregativo utile anche a suscitare spirito di collaborazione nella cittadinanza terlizzese: “Sicuramente questa è un’attività che ci insegna a collaborare, a crescere insieme e ad aiutare il paese e vivere un’esperienza costruttiva. Inoltre il fatto di non avere un risvolto economico la carica di un significato di impegno civile e sociale” sostiene Gianna Spada, stilista del presepe.

Importante il ruolo della parrocchie nell’organizzare e fornire manodopera funzionale all’evento. Fondamentale l’apporto del Gruppo Famiglia che ha deciso partecipare per far rivivere un Natale che non sia solo consumismo: “Abbiamo vissuto questa esperienza in virtù della Natività” sostengono infatti le signore impegnate nella preparazione della pasta fresca.

La spinta per il prossimo anno è a coinvolgere tutte le parrocchie del paese e a valorizzare la parte antica di Terlizzi, notoriamente malfrequentato con l’augurio che questa iniziativa possa scuotere la cittadinanza e risvegliare la voglia di impegnarsi per il paese e per gli altri non soltanto in prossimità del Natale ma in ogni aspetto della vita della comunità.
Il presepe vivente vi aspetta il 6 gennaio per l’arrivo dei Re Magi.

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