Il servizio di assistenza domiciliare a persone disabili
L’incontro tra i rappresentanti delle Organizzazioni del Terzo Settore per la Disabilità, i responsabili delle Istituzioni Sanitarie, Scolastiche e Religiose competenti per la Disabilità e gli stessi disabili, o il componente il nucleo familiare e non con disabile, finalizzato al sondaggio degli interventi per l’istituzione e/o potenziamento del servizio di assistenza domiciliare previsti dal Piano Sociale di Zona 2005-2007 per in nostro Ambito Territoriale, Corato-Terlizzi-Ruvo di Puglia, che si è tenuto il 15 novembre scorso presso l’Auditorium della Scuola Media Statale Alcide De Gasperi (Corato), ha registrato una partecipazione più che numerosa: molti i disabili ma, soprattutto, molti più i genitori in rappresentanza dei propri figli disabili.
Ha disorientato tutti la mancanza di partecipazione dei rappresentanti delle Istituzioni Scolastiche e Religiose competenti per la Disabilità che hanno disatteso assolutamente l’occasione: eppure, sono quelle alle quali il mondo della disabilità più si accosta. Significativa, invece, la presenza dei rappresentanti delle Istituzioni Sanitarie e delle Organizzazioni, quasi tutte, del Terzo Settore per la Disabilità, le Associazioni in primis e, non seconde, le Cooperative Sociali, che, con le loro professionalità, hanno reso autorevole l’incontro stesso.
Dopo i saluti di rito e l’augurio di buon lavoro del Dirigente del plesso scolastico ospite, dott. Tommaso Miccoli, i lavori hanno preso il via con una breve sintesi, dalla Legge 328/2000 ad oggi, del percorso e delle modalità che hanno portato alla progettazione del primo Piano Sociale di Zona, anni 2005-2007, ma sarebbe opportuno dire 2006-2008, dell’Ambito Territoriale di Corato-Terlizzi-Ruvo di Puglia.
I lavori che hanno portato al Piano di Zona hanno evidenziato, per la disabilità, quale bisogno prioritario proprio il servizio di assistenza domiciliare.
Quale metodo migliore se non quello della segnalazione diretta, e quindi dal disabile prima e, via via, dal componente il nucleo familiare e non con disabile, dai rappresentanti delle Organizzazioni del Terzo Settore per la Disabilità, dai responsabili delle Istituzioni Sanitarie, Scolastiche e Religiose competenti per la Disabilità, di quali sono gli interventi più avvertiti?
Le segnalazioni, per sondare quali le prestazioni socio-assistenziali più richieste per il servizio di assistenza domiciliare a persone disabili, sono state raccolte distribuendo un modulo, che è stato compilato in loco, sul quale, raccolti in tre aree, assistenza domestica, assistenza all’igiene e cura della persona, accompagno per mobilità esterna e svolgimento piccole commissioni, l’elenco, non esaustivo, dei bisogni più diffusi accanto ai quali, in un’apposita zona, lo spazio per indicarne, numericamente e in ascesa, la priorità: alcuni righi vuoti sono serviti a suggerire altri bisogni non considerati non perché poco importanti ma, piuttosto, per mancanza di consapevolezza di quel bisogno da parte del redattore del modulo stesso.
Al compilatore è stata evidenziata la particolare importanza di quei righi vuoti necessari per far venire a galla il sommerso di quei bisogni che, spesso per dignità, non sono resi noti.
Da un analisi superficiale dei moduli compilati, lo screening in dettaglio sarà fatto a giorni, le prestazioni appartenenti all’area dell’assistenza all’igiene e cura della persona sono le più evidenziate con particolare riferimento agli interventi finalizzati al recupero od al mantenimento dell’autonomia nella cura della persona; seguono le prestazioni appartenenti all’area dell’accompagno per mobilità esterna e svolgimento piccole commissioni e gli interventi più richiesti sono quelli tesi a favorire lo sviluppo dell’autonomia personale al fine di un corretto inserimento nel tessuto socio-ambientale di appartenenza.
L’incontro si è concluso con l’impegno reciproco, e di tutti, a mantenere vivo l’interesse verso lo sviluppo del Sociale fino a quando gli interventi per la persona in condizioni di bisogno non saranno un fatto di cultura piuttosto che di assistenzialismo.
In ultimo, ma non meno importante, la presenza, all’incontro, di un rappresentante dell’Imprenditoria locale: indizio che, si spera, finalmente l’Imprenditoria locale, piuttosto che offrire il proprio supporto in maniera disarmonica, voglia intervenire in modo mirato.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro