Il paese dei mattoni

Nico Andriani

Una serata in compagnia dei fumi del Laterificio Pugliese

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Ore 0,15. Rosso di sera bel tempo si spera, recitava un vecchio proverbio, e sono infatti tre sere che Terlizzi dorme i suoi sogni sotto un bel cielo rosso fuoco.
Se ci si trova a Ruvo e si percorre la strada che la collega al nostro paese si vede una grande nuvola rossa che lo sovrasta e chiunque esca sul balcone di casa la può vedere, questa grande nuvola che porta il bel tempo, ma non si tratta di nuvole di passaggio sospinte dai venti, bensì dagli scarichi del Laterificio Pugliese Fantini-Scianatico, il produttore dei famosi mattoni Poroton (quelli forati).

Uno stabilimento che è quasi cresciuto col paese negli anni della sua industrializzazione e ci sono anziani che ricordano di essere nati col Laterificio già presente.
Allora Terlizzi era un agglomerato di casupole di contadini, tralasciando i bei palazzi settecenteschi, che dividevano la loro giornata tra campi da coltivare e la loro casa, “Scianatico” (il comune nome con cui viene identificato lo stabilimento dai cittadini) era lontano, nella “zona industriale”.

Il paese poi è cresciuto, si è ammodernato, si è allargato, e ha finito per inglobare lo stabilimento.
Così anche lo stabilimento si allarga, approfitta dei lavori di costruzione del sottopassaggio per chiudere la vecchia strada che permetteva di passare davanti l’ingresso della propria fabbrica, costruisce una nuova struttura e la collega di un sottopassaggio sotterraneo che passa sotto la strada. Si dota di un semaforo. E tutto questo in silenzio. Magari alla burocrazia no, ma al paese intero sì.

Adesso l’immensa struttura è situata a ridosso della Stazione Bari-Nord, e il torrione fumante sovrasta il ponte situato sul sottopassaggio. Il cui sottopassaggio si affaccia sulle case di ultima costruzione in Viale dei Lilium e sulla via per la stazione.
La foto riprodotta in questo articolo non testimonia appieno purtroppo l’immensità degli scarichi della nube e non riesce a catturare il colpo d’occhio della nube che caratterizza Terlizzi durante la sera.
Nel frattempo il tasso di mortalità aumenta.

Legambiente negli anni ha cercato di correre ai ripari e informare la gente di ciò che accade, cercare insieme delle risposte, e ha preparato degli studi sulle polveri sottili (le coperte bianche esposte sui balconi nei pressi della stazione).
Ci sono stati infatti ben due convegni sul tema Mal’aria a Terlizzi, con interventi di autorità del calibro di Roberto Giua, chimico e dirigente ARPA Puglia, Massimo Piscitelli, coordinatore provinciale di Legambiente, e Maurizio Catalano e Dino Borri, illustri professori del Politecnico di Bari.

A Terlizzi vi è un livello di benzene rischioso e cancerogeno pari a 8,9 mg/m3, pericoloso in primo luogo per il livello di polverosità, maggiore nelle aree industriali (e c’è da considerare il fatto che il laterificio pugliese si trova inserito nel tessuto urbano vero e proprio).
Tali rischi sono, purtroppo, "legalizzati" dalla mancanza di leggi regionali sui controlli industriali (e una prova allarmante alla memoria della cittadinanza sono gli abbondanti scarichi notturni della fabbrica terlizzese).

L’area attorno al Laterificio Pugliese presenta elevate concentrazioni di M10, particelle cancerogene che hanno un diametro così piccolo da essere in pratica continuamente inalate; tali particelle sono causa tra l’altro di ricoveri ospedalieri ed elevata mortalità.
Sarebbe interesse del paese intero verificare ciò che viene realmente emesso dagli scarichi di "Scianatico", anche se questo controllo è reso particolarmente difficile dalla quasi impossibilità di risalire a dati effettivi (stranamente, durante le ispezioni, gli scarichi sono molto più ridotti)

La signora M. sta camminando col cane nei pressi di via Spaventa (purtroppo non è stato possibile documentare la scena con una foto), strada di periferia ma poco distante dal centro viste le dimensioni di Terlizzi, e quasi non ci fa caso alla nube gigantesca che le spunta alle spalle già da tre giorni, e che le continua a spuntare da giorni, mesi, anni, fatti di inalazioni inconsapevoli di particelle cancerogene.

Tante persone non ci fanno quasi più caso, almeno fino a quando qualcuno non si ammala, a cominciare dagli operai, le prime vittime di un ricatto di un’industria che sancisce la sua presenza in paese approfittando del bisogno di uno stipendio sicuro in questo periodo di flessibilità, e garantire un sostentamento alla famiglia, anche a costo della propria stessa vita.
Oramai non si sa più se tutto questo sia giusto o sbagliato, la Regione per fortuna ha approvato la metanizzazione degli impianti di scarico, nel frattempo Terlizzi dorme i suoi sogni sotto la protezione della nuvola rossa, sotto la protezione del Laterificio.

Potete tutti vederla, basta uscire sul balcone di casa verso le prime luci della sera e vederla, e potete continuare a vederla fino a notte inoltrata.
Oppure è ancora più semplice per tutti coloro che abitano nei pressi della stazione senza dover aspettare le ore sonnacchiose della notte: basta uscire di mattina sul proprio balcone e accorgervi di quella piccola polvere che si è depositata sulle lenzuola stese ad asciugare nella notte.
Sogni d’oro Terlizzi paese dei fiori, dell’olio, della ceramica. E dei mattoni.

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