Troppe spese per il settore florovivaistico
Il settore florovivaistico che comprende 460 aziende attive, con una produzione lorda vendibile stimata intorno ai 400.000 euro occupa circa il 60% della forza lavoro contadina. Ci sono comunque ancora potenzialità enormi ancora inespresse che non emergono, per problemi di varia natura tra cui carenze strutturali che accompagnano il settore da circa dieci anni.
Inoltre, il settore è stato penalizzato dalle calamità naturali abbattutesi nel corrente anno e con l’avvicinarsi del periodo invernale e la minaccia di altri eventi calamitosi, si rischia un totale collasso economico e di conseguenza sociale.
A questi problemi si va ad aggiungere il caro-petrolio che negli ultimi mesi ha fatto registrare rincari del 35% e che incide pesantemente sui costi di produzione e quindi sul reddito dei produttori agricoli costretti a mantenere prezzi di vendita contenuti per fronteggiare l’inflazione e rimanere competitivi sul mercato.
Per mantenere calde le serre, oggi ci vogliono circa 0,72 euro, IVA inclusa al litro, rispetto alle circa 0,45 euro, IVA inclusa, al litro del 2004 e 0,26 euro al litro del 2003. La situazione rischia di diventare allarmante per le aziende floricole ed orticole che dovranno sostenere costi energetici insopportabili per riscaldare le serre, un fattore che incide del 35%-40% sulla produzione lorda vendebile.
Se non si affronta il problema con le giuste contromisure, si potrebbe pregiudicare il futuro di un settore di vitale importanza per l’economia terlizzese e regionale. Le aziende si troverebbero nella condizione di rinunciare alla produzione invernale ed essere sempre meno competitive per via degli alti costi che prima devono fronteggiare.
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