La calda estate della politica pugliese
Quest’estate che volge ormai al termine ha visto il capoluogo barese crocevia della polemica politica.
E’ di questi giorni l’ultima rovente diatriba in seno al centrosinistra, relativa alla lettera, chiamiamola di sfogo, inviata dai sindaci di una ventina di comuni pugliesi al Presidente Vendola.
Nikita ha fatto capire a chiare lettere che si può parlare di concertazione e si devono giustamente attuare politiche di decentramento e di coinvolgimento degli enti locali nelle scelte del governo regionale, ma (e qui sta tutto il problema), le nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie locali sono di competenza regionale.
rnLa questione è spinosa e sembra che la ragione stia da tutte e due le parti: i comuni vogliono dare il loro apporto ad una scelta, qual è la ricerca dei dirigenti delle strutture ospedaliere perché il buon funzionamento di cliniche e ambulatori apporta ricadute positive prima di tutto all’immediato circondario dove le strutture si localizzano; ma il Governatore e la giunta regionale hanno un’idea diversa e forse ritengono che la scelta dei manager della sanità pugliese debba essere tenuta lontana da richieste troppo campanilistiche (ed è questa l’interpretazione che è stata data della candidatura del Sindaco di Barletta, che poi ha ritirato) ed essere fatta con la maggiore tranquillità possibile ( e così forse si spiega il rinvio delle nomine atteso da agosto).
rnIl Presidente ha già fatto sapere che arriveranno degli esterni a dirigere l’ASL Bari 4 e la Lecce 1: si tratta di due manager emiliani, Finzi e Domeniconi, entrambi in area Ds. Un terzo arrivo d’oltre confine potrebbe essere il materano Urago, da destinare ad Andria o a Taranto.
Sulla questione intanto, dopo la replica di Frisullo all’ex governatore Raffaele Fitto, arrivano le nuove dichiarazioni dei sindaci e del presidente dell’Anci.
“Caro Vendola, non c’è nessun tranello nella lettera che i sindaci ti hanno inviato. Gli autori, i colpevoli, siamo noi”, è quanto hanno rivelato i sindaci di Giovinazzo e San Ferdinando di Puglia, Antonello Natalicchio e Carmine Gissi mentre il presidente regionale dell’Anci, Michele La macchia ribadisce che non c’è nessun complotto ai danni del Governatore.
rnE nel tourbillon di polemiche si innesta lo scontro tra Emiliano e Lamacchia.
Secondo il sindaco di Bari l’attacco nei confronti di Vendola è ingiustificato e l’Anci non ha nessun titolo per portare avanti una simile iniziativa; ed è per questo motivo che il primo cittadino chiederà alla giunta di non versare più la quota associativa dovuta all’Anci pugliese ma solo quella nazionale. Lamacchia gli risponde secco ” Voleva il mio posto e non ci è riuscito, mentre io sono stato eletto all’unanimità”.
Tante le beghe di palazzo per il sindaco, che sul fronte interno ha ancora da appianare la questione Dentamaro, con i mastelliani scontenti dell’Udeur che reclamano poltrone e cariche varie.
Che dire, l’estate è stata ricca di polemiche, si spera che i venti autunnali portino più fatti e meno parole.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro