Interviene il sindaco Di Tria per la nomina dei direttori Asl

La Redazione
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Di seguito pubblichiamo il lungo discorso riportato s’un documento con il quale il sindaco di Terlizzi Vincenzo Di Tria è intervenuto durante il dibattito sulla nomina dei nuovi direttori Asl.

 “La polemica sulle nomine dei direttori generali delle Asl“, scrive “sta infiammando la politica balneare pugliese ma non sembra appassionare i cittadini, piuttosto tende a disorientarli e ad allontanarli ulteriormente dalle ambiguità di certa politica. La Puglia, in un recente passato, ha vissuto il dramma di una riforma sanitaria devastante, concepita da una classe politica miope e sensibile alle richieste provenienti dal territorio. Una riforma attuata da direttori generali spesso cinici ed arroganti, qualche volta inesperti, ma con l’unico comune denominatore dello stretto legame alle strutture dei partiti di centrodestra; costoro sono stati corresponsabili delle penalizzazioni sofferte da ampie fasce della popolazione pugliese ed è quindi fondata l’ansia con la quale si attende la scelta del loro rimpiazzo.

 E’ un banco di prova molto importante per la giunta Vendola, chiamata a misurarsi anche con la scelta etica di personalità forti, inclini al dialogo col territorio e caratterizzate da competenze e da capacità manageriali spinte, in linea con le aspettative degli operatori della sanità, degli utenti e della comunità puigliese tutta. Questa scelta condizionerà inevitabilmente i servizi e politiche dell’assessorato alla sanità per i prossimi anni ed è da ritenersi fondamentale tanto più che gran parte del successo elettorale di Nichi Vendola e della coalizione di centrosinistra che l’ha sostenuto, è stato più volte ripetuto, promana da quell’ampia fascia di società che ha voluto bocciare la politica sanitaria del centrodestra e tutto quanto di peggio essa ha espresso.

Il segno tangibile della discontinuità“, con la politica di centrodestra secondo il sindaco Di Tria, “sta proprio nella scelta etica, capace di discernere tra gli 850 nomi quelli eccellenti per capacità e non per vincolo nepotistico né tanto meno territoriale, perché una politica che chiede a gran voce l’internazionalizzazione e l’apertura alle intelligenze ed ai mercati planetari non può, di fronte alla scelta delle figure dirigenziali, restringere il campo ai soli manager pugliese.”

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