Occhio ai saldi!
Il 15 luglio sono incominciati i saldi di fine stagione
rnCome consuetudine al via durante il periodo estivo la tanto attesa stagione dei saldi. Così i consumatori, approfittando dei saldi approfittano per acquistare un capo in più senza ritrovarsi a fare i conti con spiacevoli inconvenienti.Quali? Come sempre, ma mai come quest’anno, l’Antitrust, arruola tutti i consumatori nella battaglia contro le pubblicità ingannevoli disponendo una casella e-mail per le segnalazioni, all’indirizzo dpic@agcm.it.
Sulla base delle segnalazioni, l’Authority avvierà le verifiche necessarie e, in base alla legge entrata in vigore ad aprile 2005, disporrà di maggiori poteri sanzionatori. In caso di violazione, scatteranno multe tra i 1.000 e i 100.000 euro, con una soglia minima di 25.000 euro qualora la pubblicità “possa arrecare danni ai bambini e adolescenti o possa indurre a un uso pericoloso dei prodotti”. E se il commerciante non dovesse mettersi in regola potrà essere disposta anche la sospensione dell’attività’ per 30 giorni.
Quest’anno l’antitrust, per cercare di mettere in guardia il consumatore ha creato questo decalogo:
1. Occhio alla lettera
Valutare con attenzione il testo del messaggio e controllare anche i più piccoli caratteri di stampa: a volte informazioni rilevanti sono riportate solo in modo marginale.
2. Il prezzo è giusto?
Verificare sempre che il prezzo indicato sia comprensivo di oneri o spese accessorie (IVA, tasse d’imbarco, quote di iscrizione, spese di consegna, scatto alla risposta).
3. Missione impossibile
Diffidare dai messaggi che promettono risultati miracolosi (ad esempio prodotti o metodi dimagranti e cosmetici).
4. Rifletti e firma
Non sottoscrivere alcun modulo senza aver letto prima tutte le condizioni. Alcune offerte possono nascondere l’esistenza di un vero e proprio contratto (ad esempio le offerte di lavoro).
5. Non solo slogan
Fare attenzione alla completezza del messaggio ed assumere tutte le informazioni necessarie. Controllare sempre l’effettiva convenienza delle operazioni promozionali (sconti, liquidazioni, numero effettivo dei pezzi disponibili, tariffe).
6. Distinguere cuore e portafoglio
I servizi prestati da maghi, cartomanti ed operatori esoterici possono rivelarsi molto onerosi. Inoltre, non esiste alcun metodo per rendere più probabili le vincite dei giochi a estrazione.
7. Quanto mi costa?
Verificare le condizioni delle proposte di finanziamento sia per acquisti che per prestiti personali e mutui (tassi d’interesse TAN, TAEG, periodo di validità).
8. È solo fiction
Fare attenzione alla pubblicità “travestita”: a volte, in contesti dall’apparente natura informativa o di intrattenimento (stampa, programmi TV), possono nascondersi forme di pubblicità occulta.
9. Attenzione ai pericoli
Se il prodotto è pericoloso la pubblicità deve dirlo: occorre leggere sempre con attenzione le avvertenze inserite nella pubblicità e nella confezione del prodotto.
10. Tutelare i minori
La pubblicità deve sempre considerare e rispettare la tutela fisica e psichica dei minori: alcune promozioni, non ingannevoli per gli adulti, possono invece indurre in bambini e adolescenti una pericolosa travisazione della realtà.
Fonte: Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
E se l’Antitrust ha fornito questo piccolo manuale, per difendersi dai commercianti malintenzionati, anche il Codacons, da anni difensore dei diritti dei consumatori, ci da dei consigli per evitare fregature:
1) Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire sia l’articolo difettoso, sia che esso non sia conforme alla dicitura, anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare.
2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Infatti, l’art. 15 del D.lgs n. 114/1998 stabilisce che “le vendite di fine stagione riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo”. Gli articoli vecchi non stanno “rischiando” un forte deprezzamento, perché sono ormai andati fuori moda e dunque sono già deprezzati. Diffidate degli sconti superiori al 50%: spesso nascondono merce non proprio nuova.
3) Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità, in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
4) Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti. Verificate che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso che vi verrà presentato in negozio. La merce “vecchia” offerta in saldo deve essere separata dalla nuova.
5) Pubblicità. Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato; il prezzo deve essere inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile” (Dlg n. 114/98). I messaggi pubblicitari devono essere presentati in modo non ingannevole per il consumatore.
6) Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati. Controllare attentamente l’etichetta e la taglia.
7) Consigli per gli acquisti. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti, ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Meglio se avete tenuto d’occhio un capo e/o una merce annotando il vecchio prezzo.
8) Negozi. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce “vecchia” offerta in saldo deve comunque essere separata dalla “nuova”.
9) Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi.
10) Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi ad una associazione dei consumatori, all’Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani.
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