Siccità, gli invasi del sud sono colmi d’acqua
Anomalia per gli invasi pugliesi: -23.5%, ma per quest’anno niente paura
Negli invasi delle Regioni del sud Italia (Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna) la disponibilità idrica è superiore di oltre 120 milioni di metri cubi rispetto allo scorso anno (+4,4%). E’ quanto afferma l’associazione dei Coltivatori diretti sulla base di uno studio, realizzato dalla stessa categoria, volto a verificare l’effettiva disponibilità di risorse idriche del meridione. Tuttavia, andando ad analizzare il dato regione per regione si può notare una anomalia nella situazione degli invasi pugliesi rispetto a quelli delle altre regioni italiane .
Ad un aumento del 10% in Sardegna (141 milioni di metri cubi in più) e del 14,9% in Sicilia (65 milioni di metri cubi in più), si affianca un livello stabile in Campania con -2,7 (4,8 milioni di metri cubi in meno) e in Basilicata con -3,9% (24,5 milioni di metri cubi in meno) mentre un livello negativo lo abbiamo in Puglia con un calo del 23,5% (56,1 milioni di metri cubi di acqua in meno).
La situazione, però, deve essere considerata in maniera aggregata e pertanto l’andamento complessivo è più che rassicurante. La Puglia, inoltre, può contare sull’acquedotto più grande di Europa per estensione e, come è già risaputo, questo attinge a più affluenti meridionali che li consentono una buona autonomia almeno per quest’anno. Per il Sele e il Pertusillo, durante questa primavera, si è addirittura presentato il problema della eccessiva capienza. Si tratta, pertanto, di livelli rassicuranti per affrontare nel meridione i rischi della siccità e garantire la disponibilità di acqua nei campi e nelle case “sempre se – continua l’associazione dei coltivatori – non interverranno ritardi infrastrutturali e difficoltà di gestione ad impedire una equa e solidale distribuzione dell’acqua sul territorio, con disagi per le città e danni e siccità nelle campagne”.
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