La mostra “Ricognizione”: l’Arte Contemporanea svelata a Terlizzi
Rassegna sorprendente e di altissimo livello
È allestita presso il Chiostro delle Clarisse la mostra collettiva “Ricognizione, tracce, percorsi ed universi sommersi”, una esposizione efficace sin dal titolo, che si presenta come un vero censimento dell’ universo sommerso degli artisti operanti a Terlizzi.
Il risultato è una rassegna sorprendente e di altissimo livello, una autentica gemma per la qualità dei lavori e il talento dei partecipanti. Pare che lo scenario nascosto di un piccolo paese sia ideale per gli artisti contemporanei, che qui possono riflettere sulla propria arte senza disperdersi nelle provocazioni effimere tipiche degli ambienti metropolitani. Così anche i giovanissimi, che pure hanno esposto pezzi assai forti, appaiono già maturi, solidi e profondi.
Il visitatore troverà nelle opere ogni tipo di stimolo visuale, dalla pura astrazione al figurativo più intenso e virtuosistico, passando per l’arte di concetto e ninnoli che paiono tratti da un sogno.
È doveroso citare tutti gli artisti:
Nunzia Grieco, autrice della serie “Anime” in cui quattro volti femminili volgono lo sguardo ben lontano da chi li osserva; Vito de Leo, presente con degli acquerelli di una intensità che sfiora la violenza; Valentina dell’Aquila, giovanissima, autrice di due tele vigorose e crudeli che rimandano all’Egon Schiele più inquieto (!), Nino de Leo che ci propone il gusto di un’opera complessa e cangiante che si presta alla scomposizione; Maria Teresa Chiapparino che incanta coi suoi panneggi per trattenerci nella dimensione sospesa delle “Profondità interiori”; Lara Cataldi che in “Volo” ripropone la questione sempre insoluta del movimento da fissare della pietra scolpita; Bruno de Sario autore dell’esplicito, abbagliante e angosciante I(SOUL)ATION;
Danilo Rutigliano scultore di “Torsioni” in cui la materia diviene energica grazie alle sue asperità agitate e mobili; Silvana de Palma che seduce col gioco di riflessi tra le dimensioni parallele de “l’Inutilità del dire”; Rossella Ceci che rinnova quella sfida immancabile tra la pittura e il paesaggio; Barbara Barile che ritrae i musicisti nel pieno della loro esibizione, trasmettendocene l’emozione e il ritmo; Giuseppe Mortello, la cui “Natura morta a lume di candela” rappresenta un attimo di limpida e quasi commossa contemplazione; Berardino Rubini il cui talento straordinario di disegnatore e ritrattista diventa strumento d’indagine per il mistero del volto umano;
Gianna Barile elegantissima nella sua ricerca al confine tra atmosfere reali e liriche indeterminatezze; Valentina de Marco che nel suo “Nudo di donna” proprio della femminilità è riuscita a trasmetterci anche la fuggevolezza e l’inquietudine; Isa Tedeschi che quasi scambia delicate cortesie coi preziosi tessuti, su cui stende la sua ispirazione risoluta che nulla concede alla figurazione; Rosanna d’Abramo che esalta l’astrazione radicale e senza compromessi; Vito Pollio, ingegno in rapidissima evoluzione, il cui percorso artistico corre verso una sintesi sempre più vertiginosa; Antonella Sigrisi, a cui dobbiamo degli ornamenti deliziosi e volubili, mutevoli come gli elementi a cui sono ispirati;
Natalia Rebeiz che inserisce in ambienti rarefatti, disabitati e astratti degli squarci di iperrealismo come lampi di lucidità; Massimo Petruzzella i cui paesaggi sono vere trasfigurazioni; Katia Mininni il cui “Centro” rappresenta una riflessione vitale, colorata, forte e fortemente femminile; Vanina Savorè le cui figure in argilla rossa di “Basta” paiono fiamme animate di calore anche politico; Tiziana Luigia Tangari che propone una pittura in bilico tra l’impressionismo più radicale e le pennellate più potenti, energiche e moderne dell’espressionismo; Arnaldo Loforese che grazie alla sua esperienza di grafico anima di nuovi e più vivaci dettagli figure e paesaggi metafisici.
Grande merito di tutta l’iniziativa, già premiata da un progressivo successo di pubblico, va ai coordinatori-catalizzatori Maria Bonaduce e Giovanni Morgese, pittori decani della scena terlizzese, che sono riusciti a riunire tanti artisti che per gusto e generi paiono a prima vista distanti tra loro. Da rimarcare l’allestimento chiaro, godibile, impeccabile di tutta l’esposizione svoltasi sotto la supervisione di Marina Santeramo, autrice delle illuminanti note critiche che guidano la “Ricognizione”. La mostra è resa ancora più vivace dalle esibizioni di Teresa Pagano, Dario Spadavecchia, Giorgia Tricarico e Valentina Carbone.
La mostra rimarrà aperta fino al 23 Giugno, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 19:00 alle 22:00, presso il Chiostro delle Clarisse in piazza Cavour a Terlizzi.
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